Giuggiole cosa sono, la pianta, il frutto e le proprietà

Giuggiole: cosa sono, la pianta, il frutto e le proprietà

Le giuggiole sono un frutto dolce e lievemente acidulo: si possono consumare fresche o essiccate, ma sono deliziose anche sotto spirito

Le giuggiole sono un frutto. Si possono consumare fresche o essiccate

Cosa sono le giuggiole

Le giuggiole sono un frutto che cresce sul giuggiolo, una pianta originaria delle regioni asiatiche e oggi diffuso anche nelle regioni meridionali dell’Europa e degli Stati Uniti. Sono poco più piccole di un’albicocca, leggermente ovali, con una buccia sottile color marrone tendente al rosso; si possono consumare fresche, candite o essiccate. La polpa di questo frutto ha una consistenza compatta, a volte farinosa, ed è biancastra. Le giuggiole sono dolci, leggermente acidule.

In cucina si usano in vari modi: per preparare caramelle, infusi, torte, biscotti, sciroppi, marmellate e possono anche essere conservate sotto spirito o usate per preparare il famoso brodo di giuggiole, un noto liquore che si ottiene grazie alla macerazione in alcol di questo frutto.

La pianta delle giuggiole

La pianta del giuggiolo, il cui nome scientifico è Ziziphus jujuba, è un piccolo arbusto munito di spine di provenienza asiatica che, nel corso dei secoli, si è diffuso anche nei paesi mediterranei e in Italia. Viene coltivato non solo per i suoi deliziosi frutti, ma anche a scopo ornamentale. Si tratta di una pianta perenne legnosa, con un portamento cespuglioso. La pianta delle giuggiole cresce facilmente in ambienti con media umidità, soleggiati e drenati. Predilige climi caldi, con una piena esposizione solare. Se la pianta è matura, resiste bene anche alla siccità, producendo però meno frutti. La miglior fruttificazione, infatti, avviene con un’umidità regolare e costante. E’ meglio quindi evitare la piantumazione su terreni poco drenati.

Raccolta delle giuggiole

I giuggioli fruttificano a partire dal quarto anno dalla semina e raggiungono il massimo rendimento dopo il quindicesimo anno di età. In genere la maturazione si verifica verso l’inizio dell’autunno, ma la periodicità  varia in base alle specie coltivate. Una volta raccolte le giuggiole, se volete essiccarle dovete farlo subito: disponete il frutto su delle grate esposte al sole e lasciatele almeno dieci giorni. In commercio si trovano parecchie varietà, tra cui anche varietà innestate, dette giuggiolo-mela. I frutti di questa specie sono di dimensioni cospicue, con una polpa zuccherina e soda.

Proprietà delle giuggiole

La commercializzazione delle giuggiole avviene da oltre 4.000 anni: questo frutto viene impiegato sia nel settore alimentare sia come rimedio naturale nelle medicine tradizionali. Il loro profilo nutrizionale è simile a quello dei datteri e dei fichi. Sono una fonte preziosa di vitamine (C, provitamina A e le vitamine del gruppo B) e di sali minerali (ferro, fosforo, calcio e manganese).  La polpa delle giuggiole, inoltre, contiene acidi triterpenici e saponosidi. Sono ricche di amminoacidi, che aiutano a mantenere la salute e favoriscono la formazione delle ossa, dei muscoli, del sangue, degli ormoni, della pelle e degli enzimi. Il frutto contiene circa l’8,7% di zuccheri, il 2,6% di proteine, 1,4% di cenere, 1,7% di pectina e 1,3% di tannini.

Benefici

Nella medicina tradizionale cinese e coreana, le giuggiole sono state utilizzate per secoli per curare una grande varietà di disturbi. Il consumo delle giuggiole, infatti, si associa a una serie di benefici, tra cui la riduzione dello stress. Questo frutto, inoltre, possiede proprietà anti-infiammatorie e anti-spastiche. Non solo: è dimostrato che consumare le giuggiole fa bene alla salute cardiovascolare, migliora il metabolismo e purifica i vasi sanguigni. Con questo frutto viene anche prodotto un tè per guarire il mal di gola e la tosse, oltre a placare l’ansia. Alle giuggiole vengono anche attribuite proprietà lenitive, tant’è che in alcune culture si usano per ottenere una pasta cicatrizzante e lenitiva da applicare sulle ferite. Alle giuggiole si attribuiscono anche altre proprietà: fornisce forza muscolare, depura il fegato, lenisce le scottature, aiuta nella cura di disturbi nervosi e dell’insonnia, oltre ad avere proprietà calmanti e rilassanti. I frutti secchi del giuggiolo si consumano anche per trattare stanchezza e stress, oltre a inappetenza e diarrea.

Controindicazioni

In generale le giuggiole non hanno controindicazioni, ma è bene consumarle con moderazione. Esse contengono infatti il fruttosio, che può risultare dannoso per la salute se assunto in quantità notevoli. Da studi recenti, inoltre, è emersa un’azione potenzialmente contraccettiva; tuttavia queste tesi non sono ancora dimostrate da studi medici certi e in ogni caso un normale consumo di questi frutti è del tutto innocuo e, anzi, salutare.

Curiosità sulle giuggiole

Sono parecchie le curiosità legate alle giuggiole. Per esempio, sapevate che nei matrimoni tradizionali cinesi la giuggiola viene messa nella camera da letto dei novelli sposini come segno propiziatore di fertilità? E non solo: gli abitanti dell’Himalaya ritengono che l’odore del fiore di giuggiola può far innamorare le donne; in quell’area geografica, quindi, esiste la tradizione di raccogliere i fiori per preparare un potente elisir d’amore. Collegato al frutto del giuggiolo esiste inoltre la famosa espressione “Andare in brodo di giuggiole”. Si tratta di un detto molto antico, citato già nel primo dizionario di lingua italiana del ‘600. Il modo di dire indica uno stato d’animo di godimento e di grande soddisfazione. Lo stato di contentezza a cui fa riferimento l’espressione si collega alla bontà del frutto, che già veniva riconosciuta in passato: ancora oggi il detto è molto efficace e largamente utilizzato nel linguaggio comunale e trova un reale riscontro nel gradimento diffuso che riscuote il liquore prodotto con le giuggiole.

Ricette con le giuggiole

Grazie al loro sapore dolce e leggermente acidulo, le giuggiole si abbinano bene a vari tipi di dessert e al cioccolato. C’è chi le mangia crude (ma non è facile trovarle fresche sul mercato) e chi le preferisce cotte, ma c’è anche chi le fa essiccare e chi le gradisce candite. Con questo frutto si possono produrre ottime confetture oppure degli sciroppi da utilizzare per dolcificare tè e infusi. Possono poi essere conservate sotto spirito e si abbinano bene, in questo modo, a formaggi e piatti di carne. Ottime anche per sostituire le mele e l’uvetta nelle crostate o nello strudel e il liquore ottenuto ben si sposa con il gelato. Il ‘brodo di giuggiole si presta bene come ingrediente in pasticceria e viene utilizzato anche per realizzare cocktail originali.



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