Perché i canini sono più gialli?

I canini hanno caratteristiche “uniche” anche nella dentatura umana. Fra queste anche la caratteristica “genetica” di essere più gialli degli altri denti. Scopriamo perché.

Nella dentatura umana il canino ha un ruolo importante e svolge diversi compiti, non solo nel processo di alimentazione e nella masticazione del cibo, ma anche come “sostegno” delle arcate mandibolari e stabilizzatore dei movimenti della bocca, favorendo e permettendo la “disclusione canina” – detta anche “guida canina” – ovvero il corretto posizionamento reciproco della mandibola superiore ed inferiore nel corso della masticazione che protegge i denti dalle forze potenzialmente dannose che tale movimento può comportare. Inoltre, il canino è posizionato in modo tale da “disegnare” la forma della mascella superiore diventando così uno degli elementi più incidenti sul profilo facciale e, dunque, sui lineamenti dell’intero viso. Da ultimo, pur avendo perso nell’uomo parte di questa sua caratteristica, il canino ha lo specifico compito di strappare il cibo, necessitando quindi di una struttura decisamente robusta. Tutti questi elementi descritti, nonché il fatto di essere anatomicamente l’unica tipologia di denti “senza copie” – i quattro canini, due superiori e due inferiori, non hanno nessun dente simile a loro intorno a sé a differenza di incisivi e molari – giustificano il fatto che la struttura del dente canino sia leggermente diversa rispetto a quella degli altri o, per meglio dire, il “mix” degli elementi che lo formano è diverso dagli altri. Aspetto che, fra le altre cose, comporta che il canino, in genere, tende ad avere una colorazione naturale più gialla rispetto agli altri denti.

Lo smalto e la dentina

Non necessariamente il colore dei denti – e, comunque, il fatto che siano bianchi – dipende dalla pulizia o dal grado di “consumo” che hanno subito. Certo, questa è un elemento importante e fondamentale non solo dal punto di vista estetico ma anche da quello dell’igiene orale: tuttavia il colore naturale dei denti è dettato da una serie di fattori genetici – per cui ogni individuo può avere una colorazione diversa – e “fisici”, per cui ogni dente ha tendenzialmente una colorazione diversa. In particolare, i responsabili della colorazione del dente sono le due sostanze che essenzialmente li compongono, ovvero lo smalto e la dentina. Lo smalto, ovvero il rivestimento esterno del dente, non è un tessuto ma il “prodotto” di una particolare funzione cellulare detta amelogenesi e costituisce l’elemento più duro dell’intero organismo. Il colore dello smalto, formato per la quasi totalità dal calcio, varia dal bianco all’azzurro e tende alla trasparenza: se al suo interno non ci fosse la dentina, sarebbe sostanzialmente “trapassato” dalla luce.

La combinazione cromatica dei denti

La dentina è invece una sostanza assai meno consistente e più “tenera” dello smalto e cotituisce il grosso del “corpo” del dente intorno alla sua radice, la polpa. La dentina è prodotta dalla polpa stessa attraverso un processo che si chiama dentinogenesi ed è costituita da un materiale poroso di colore giallastro il cui effetto cromatico va asommarsi a quello dello smalto. Essendo una sostanza che si deteriora e che quindi viene continuamente rigenerata dall’organismo, essa è per esempio meno presente quando si è piccoli e di più in età avanzata, cosa che in genere rende “più bianchi” – per la prevalenza di smalto – i denti dei bambini e “più gialli” quelli degli anziani. Nel canino, proprio per le sue peculiarità, la dentina ha una presenza proporzionalmente superiore rispetto allo smalto che negli altri denti, cosa che comporta una colorazione generalmente più gialla. L’abbondanza di dentina nel canino è testimoniata dal fatto che l’avorio – che altro non è che dentina solidificata – si ricava dalle zanne, ovvero dai “canini”, degli elefanti.

 

Photo Credit: Aaron Logan


Vedi altri articoli su: Salute |

Commenti

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *