Omocisteina alta: cause e dieta

Scopriamo quali sono i valori di riferimento, quando preoccuparci e cosa fare per tornare nei valori basali

omocisteina

Mai sentito parlare di omocisteina? Si tratta di un aminoacido che contiene zolfo, molto studiato dagli scienziati negli ultimi decenni perché si è scoperto che valori alti posso contribuire a malattie cardiovascolari, diabete, ictus, alzheimer e depressione. Cerchiamo di capire meglio di che cosa si tratta, quali sono i sintomi, quali i rimedi e cosa fare nel caso opposto ovvero di omocisteina bassa.

Omocisteina alta

In generale possiamo parlare di omocisteina alta con valori superiori a 13 micromoli e di omocisteina esageratamente alta se si superano le 60 micromoli. In particolare, per le donne non dovrebbe superare le 10,1 micromoli mentre per i bambini fino ai 14 anni il valore massimo è di 11,3.
Purtroppo non ci sono sintomi che ci permettano di capire se nel nostro organismo c’è un eccesso di questo aminoacido a meno che non si presenti un’arteriosclerosi già diffusa, un infarto o un ictus ma sarebbe meglio saperlo prima e correre ai ripari. L’unico modo è fare regolarmente gli esami del sangue perché solo così si tiene monitorata la situazione e si può intervenire per tempo.
Ma perché la concentrazione di omocisteina aumenta? Le cause possono essere genetiche, fisiologiche oppure dipendere da una certa terapia farmacologica o da una dieta sbagliata. Il fattore alimentazione è molto importante: spesso chi soffre di iperomocisteina segue un regime alimentare che non è in grado di dare il giusto apporto di vitamine del gruppo B, in particolare folati, vitamina B6 e B12, micronutrienti in grado di neutralizzare gli effetti negativi di questo aminoacido. Altri fattori dannosi sono l’obesità, il fumo e la sedentarietà. Per rientrare nei “valori di guardia” è quindi importante fare attività fisica e seguire una dieta equilibrata, ricca di verdura e frutta di stagione (5-6 porzioni al giorno) e alimenti ricche di vitamine del gruppo B. A questo proposito segnate sulla lista della spesa:

  • carni (soprattutto fegato, frattaglie e pollo)
  • pesce (in particolare merluzzo, tonno, sgombro e rombo)
  • banane, avocado e arance
  • Legumi (soia in primis)
  • asparagi e spinaci in primavera
  • cavoli, broccoli e bietole in autunno e in inverno
  • rucola e barbabietole rosse in ogni stagione
  • uova

Esistono anche degli integratori ma sono da prendere solo sotto consiglio del medico, che deve essere sempre consultato per ogni problema o preoccupazione.

Omocisteina bassa

Se l’omocisteina è bassa non c’è da preoccuparsi, anzi meglio. Spesso le donne in gravidanza tendono a temere quando ci sono valori diversi dalla norma, ma non è questo il caso. In generale, le rappresentanti del sesso femminile hanno livelli di omocisteina inferiori rispetto agli uomini, ma a volte possono aumentare con la menopausa. Teniamoci controllate, facciamo sport e cerchiamo di seguire una dieta varia ed equilibrata!


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