#MeetSanofi: le start up che migliorano la nostra salute

Ricerca e tecnologia: un binomio condiviso da quattro progetti innovativi presentati presso la sede milanese di Sanofi. App e dispositivi per una migliore qualità di vita dei pazienti

scienza e tecnologia

Migliorare la salute delle persone è uno dei grandi obiettivi del mondo contemporaneo. Siamo una popolazione che invecchia e che raggiunge un’aspettativa di vita sempre più lunga, col passare del tempo. Per questo la tecnologia, in costante sviluppo, non poteva che incontrarsi con la ricerca nel tentativo di trovare nuove soluzioni che mirino a donare una vita serena ed in salute per quante più persone possibili.

Sanofi, prestigiosa azienda farmaceutica che opera a livello internazionale, è nota in Italia per le sue specializzazioni, per la partecipazione attiva a progetti che prendono a cuore il benessere e la salute delle persone e per la continua ricerca in ambito clinico e biotecnologico. Non poteva che essere lo scenario ideale per ospitare il confronto tra progetti start up, tutti incentrati sul tema health: la sede milanese di Sanofi ha infatti ospitato un evento (#MeetSanofi) che è stato il punto d’incontro di realtà innovative con la partecipazione dei loro team: professionisti di formazione trasversale, che ogni giorno lavorano per aiutare chi soffre di particolari patologie o disabilità.

Quattro le aziende start up presenti:
Bloomia è il primo portapillole intelligente, che eroga la pillola giusta nel momento esatto in cui serve. La pianificazione della terapia é gestita tramite app a distanza. In questo modo, i famigliari possono stare tranquilli ed essere certi che i loro cari stanno seguendo le terapie a cui sono sottoposti in maniera corretta, in particolar modo nel caso in cui si tratti di anziani che vivono da soli o a distanza.
Feelstep è il progetto che permette di controllare attraverso speciali sensori i movimenti dei malati di Parkinson. I dati raccolti vengono inviati al medico curante, che in questo modo ha la possibilità di monitorare la malattia e di tenerla costantemente sotto controllo, o di intervenire qualora ci fossero eventuali complicazioni.
Horus è il dispositivo che aiuta le persone ipovedenti, informandole circa i possibili ostacoli che incontrano (attraversamenti pedonali, lettura di testi, riconoscimento di volti e di oggetti). Il dispositivo è pensato per agire in maniera discreta e al momento opportuno. È stato studiato in modo da non essere troppo invasivo: non arreca dunque particolare disturbo e può essere ascoltato facilmente anche in contesti dal sottofondo rumoroso.
HeartWatch è il progetto vincitore delle finali italiane della Imagine Cup 2015. Si tratta di una app che mette in allerta qualora il ritmo cardiaco inizi a mostrare anomalie. Funziona in maniera molto semplice: basta possedere uno smartphone, collegato ad un dispositivo simile a un orologio, che è sufficiente indossare per poter condurre la propria esistenza in completa serenità.
Tutti e quattro questi progetti ci piacciono perché oltre a costituire un supporto effettivo e utile per la quotidianità di molte persone, riflettono anche una spiccata sensibilità nei confronti di chi ci circonda, mostrando un lato profondamente umano alla base delle loro filosofie. Nascono infatti da esigenze reali, che troppo spesso vengono dimenticate o considerate in secondo piano. Fino a qualche decennio fa sarebbe stato improbabile immaginare la tecnologia al servizio di un sentimento così “umano”, ma è giusto porre l’accento quando questa riesce a permettere grandi passi verso un migliore servizio per le persone, migliorandone le condizioni di vita.


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