Prolattna

Prolattina alta: cause, sintomi e conseguenze

La presenza di valori elevati di prolattina è un segnale importante di difficoltà di concepimento. Passiamone in rassegna le cause, i sintomi e i rimedi

La prolattina è un ormone che è prodotto dall’ipofisi e precisamente da alcune sue cellule allo scopo adibite e denominate “lattotrope”. Appare intuitivo già dal nome come la principale azione legata alla prolattina sia quella di stimolare la cosiddetta “lattazione”, ovvero la produzione del latte necessario alla nutrizione del bambino subito dopo la sua nascita. Per questo motivo la prolattina è essenzialmente un ormone “femminile” e la sua presenza nell’organismo gioca un ruolo importante anche nello sviluppo “fisico” che accompagna la pubertà, come stimolatore della maturazione degli apparati legati alla lattazione, conformazione del seno compresa. Forse meno noto è il fatto che anche nell’uomo, seppur in  misura sensibilmente inferiore rispetto alla donna, la prolattina è presente, sebbene non se ne sia stata definita chiaramente la funzione.

Se l’assenza o scarsità della prolattina comporta ovviamente una difficoltà nella produzione del latte materno, l’iperprolattinemia, ovvero l’eccesso rispetto ai valori fisiologici di tale sostanza, può essere dovuto a fattori diversi, essere segnale di patologie più importanti e portare a disturbi assai fastidiosi. Per questo, si tratta di una condizione che va monitorata costantemente.

I fattori che portano all’iperprolattinemia

Prolattina 2
Esordiamo, come sempre, ricordando che il parere competente di un medico non è mai sostituibile per l’interpretazione corretta di disturbi che possiamo accusare. Detto questo però, un rapido esame dei fattori che possono portare a valori in eccesso di prolattina, può essere utile per coglierne correttamente la portata. In primo luogo il livello di prolattina cresce “naturalmente” durante la gravidanza e in questo caso si tratta di una situazione assolutamente fisiologica: i valori tenderanno naturalmente alla normalità con il volgere al termine del periodo di allattamento. Esistono poi una serie di fattori che possono portare a incrementi “temporanei” nei livelli di prolattina che, in generale, non sono preoccupanti. In una certa misura, innanzi tutti, tutti i livelli ormonali dell’organismo sono soggetti a “variazioni” non sempre riconducibili a cause precise ma che nella maggior parte dei casi “rientrano” in modo del tutto autonomo. Atri fattori che possono portare ad incrementi temporanei possono essere stimoli “esterni”, come alterazioni del ritmo fra veglia e sonno o situazioni di particolare stress, uno sforzo fisico intenso o una fase di digestione seguente a un pasto ricco di proteine. E’ fisiologico l’aumento anche in situazioni particolari, come alcune fasi del ciclo mestruale o durante il periodo di assunzione di alcune categorie di farmaci, soprattutto gli antidepressivi o gli antistaminici. Più preoccupanti, e quindi degni di un monitoraggio più attento”, sono i casi in cui i valori sono “costantemente” alterati, cosa che non può che derivare da patologie diverse, cui l’iperprolattinemia costituisce o un sintomo o un effetto collaterale. La gamma di tali possibili malattie “causanti” può essere piuttosto ampio e va dai problemi epatici a quelli renali, da situazioni di sofferenza neurologica fino a diverse forme tumorali: la cui più comune in questi casi è l’adenoma dell’ipofisi, una forma benigna che ha proprio la caratteristica di essere “secernente” prolattina.

I sintomi della prolattina alta nella donna e nell’uomo

Uno stato persistente e non fisiologico di valori eccessivi di prolattina, ha diverse conseguente alterative nell’organismo, la più nota delle quali – ed è a questo che si lega la maggior parte della sua notorietà – è la difficoltà nelle attività riproduttive, delle quali essa è un segnale importante. Ciò accade per un “doppio” fattore: nell’uomo, infatti, la prolattina ha un effetto inibente rispetto alla produzione di testosterone, “complicando” di fatto, quindi il normale svolgimento di diverse funzioni sessuali, sia legate alla “libido”, sia di produzione efficace di cellule riproduttive. Per contro, nella donna può portare ad alterazioni del ciclo mestruale con un allungamento dei suoi tempi fino all’amenorrea, ovvero alla sua scomparsa oppure con difficoltà di ovulazione o di annidamento del feto dopo il concepimento. Tali effetti sembrano essere legati al fatto che nella normalità la prolattina aumenta la sua produzione improvvisamente in casi di “pericolo” – ad esempio traumi o eventi come infarti o ictus – con lo scopo di “inibire” le funzioni accessorie del corpo per concentrare invece tutte le risorse nel sostenere le funzioni vitali. Se tale innalzamento dei valori avviene dunque in situazioni “non di pericolo”, le funzioni accessorie sono indebitamente inibite.

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Il trattamento medico e le terapie naturali

E’ ormai chiaro coma la presenza prolattina alta sia un indice piuttosto significativo di infertilità o comunque di difficoltà di concepimento. La varietà di cause direttamente responsabili del suo insorgere, suggeriscono in modo piuttosto intuitivo il fatto che terapie e rimedi siano legate al contrasto della patologia “generatrice” del disturbo e che quindi varino in funzione di essa. Determinate forme di stress fisico o psicologico possono essere combattute con specifici medicinali o con programmi di riposo o recupero, mentre patologie più complesse come la presenza di masse tumorali possono richiedere un intervento chirurgico o un trattamento specifico come può essere la radioterapia. In generale, per intervenire sul “sintomo iperprolattinemia”, sono utilizzati farmaci in grado di stimolare la produzione di dopamina, un neurotrasmettitore che ha il potere di inibire la prolattina e diminuirne la produzione. Sono comunque rimedi cui ricorrere dietro stretto controllo medico, anche perché portano con sé talvolta effetti collaterali anche fastidiosi.

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