Mononucleosi: genesi, prevenzione e terapie della “malattia del bacio”

Diffusa fra giovani e bambini, è una comune malattia infettiva di lieve entità. Ma occorre tenerla sotto controllo per evitare complicanze

Mal di gola

Si tratta di una patologia diffusa eppure generalmente poco conosciuta: è la mononucleosi, una malattia infettiva causata dal virus di Epstein-Barr – acronimo EBV, dal nome dei due ricercatori che per primi lo isolarono in Gran Bretagna nel 1964 – e che ha come mezzo principale di trasmissione la saliva umana. Proprio per questa caratteristica si è guadagnata il nome comune di Kissing desease, ovvero “malattia del bacio“: ha quindi un indice di contagio elevato nei giovani, ma anche, come è logico pensare, nei bambini, con un picco di insorgenza nella fascia di età fra i 15 e i 25 anni se ci si limita ad analizzare i paesi industrializzati. In generale non è una malattia particolarmente pericolosa, ma porta ad uno stato immunodepressivo – ovvero ad un abbassamento delle barriere immunitarie dell’organismo  – che può sfociare in complicanze che, seppur rare, possono essere anche abbastanza gravi. Per questi motivi e per la sua sintomatologia iniziale assai simile ad un comune virus influenzale, la mononucleosi non è facile da individuare e merita una particolare attenzione.

La mononucleosi: i sintomi

Infectious mononucleosis
La mononucleosi deve il suo nome alla caratteristica di provocare nel sangue una presenza superiore alla norma di cellule “mononucleate”: si tratta in parola povere di un eccesso di incidenza di globuli bianchi nella compagine sanguigna. Fu per la prima volta catalogata e scientificamente illustrata negli anni ’20 ben prima della scoperta del virus che la causa, anche se in qualche forma era stata studiata fin dal secolo precedente. La mononucleosi ha un tempo di incubazione variabile fra il mese ed il mese e mezzo e I suoi sintomi iniziali non si differenziano particolarmente da quelli di una comune influenza: la febbre innanzi tutto, ma anche mal di testa, dolori muscolari diffusi, astenia – un malessere generale associato al senso di debolezza ed inappetenza – e, in una fase già più avanzata, ingrossamento dei linfonodi. Nella maggior parte dei casi il corpo smaltisce il virus con le proprie difese, ma se questo “vince” la sua battaglia l’esplosione della fase acuta vera e propria porta ad un attacco più “mirato” che in genere parte dalla gola e dalla faringe per arrivare, aventualmente, all’ingrossamento della milza, ad eritemi cutanei e a problemi epatici.

Diagnosi, prevenzione e trattamento della mononucleosi

Stante la tipologia dei sintomi descritta, la diagnosi è in realtà “intuitiva” da parte del medico che può insospettirsi per il perdurare dello stato di astenia o per la presenza dei linfonodi ingrossati. La certezza si raggiunge, ovviamente, solo con l’analisi del sangue, dato che anche altre tipologie di virus si manifestano generalmente in maniera analoga.

Anche sulla prevenzione, l’approccio è piuttosto semplice. La contagiosità del virus è molto bassa ma la sua diffusione notevolissima: recenti ricerche scientifiche hanno ipotizzato che nel corso della vita, il 90% della popolazione mondiale sia entrata in contatto con il virus, opponendogli le proprie difese immunitarie senza subirne alcun sintomo nella stragrande maggioranza dei casi. Trasmettendosi attraverso la saliva e quindi, oltre che con il bacio, anche mediante la condivisione di oggetti come giocattoli, stoviglie o posate, come per tutte le malattie infettive l’igiene e la cura personale, nonché la pulizia degli ambienti, costituiscono l’unico e reale deterrente.

Globuli bianchi

Anche sul versante delle cure, per la forma “comune” di mononucleosi, l’unica effettiva terapia è il riposo assoluto da osservare lungo il decorso della malattia che in genere si risolve in due o tre settimane; se il caso, è possibile utilizzare i comuni antipiretici e analgesici o altri medicinali specifici per far fronte ai sintomi più acuti. Maggiore attenzione va osservata nel caso in cui si manifesti l’ingrossamento della milza, cosa che deve portare ad una osservanza più rigorosa del riposo e all’opportunità di valutare il supporto di farmaci particolari. Inutile dire che in ogni caso, l’intervento del medico è assolutamente indispensabile: ancora di più se, come può anche accadere, la sensazione di stanchezza e l’astenia si protraggono per un tempo più lungo anche dopo la scomparsa dei sintomi “diretti”. In questi casi, ciò è dovuto alla compresenza con il virus della mononucleosi di altri elementi debilitativi, quali stress e disequilibri alimentari che, in tal caso, vanno affrontati con l’aiuto dello specialista in modo mirato e specifico.

 

Photo Credit: Euthman; Dtkutoo/Shutterstock.com; Aleksandar Todorovic/Shutterstock.com

 


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