Intossicazioni alimentari in estate

Il caldo moltiplica le difficoltà di conservazione dei cibi e le possibilità di intossicazioni: ecco le regole d’oro per prevenirle secondo l’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano

supermercato

Siamo finalmente in estate e i tanto attesi caldo e sole, oltre che allietare le nostre giornate e permetterci di stare molto tempo all’aria aperta, portano con sé, come rovescio della medaglia, una maggiore difficoltà nella conservazione dei cibi e delle bevande, soprattutto quelli soggetti a rapido deterioramento, e con essa un aumento “fisiologico” delle intossicazioni alimentari, in genere causate dall’ingestione di alimenti che sono in qualche modo venuti a contatto con agenti tossici – parassiti, virus o batteri nella stragrande maggioranza dei casi – in grado di provocare infezioni.

È quindi il connubio cibo-estate e l’attenzione che tale delicata situazione richiede al centro del “decalogo” degli esperti dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano, presentato il 13 giugno a Milano che intende indicare alcune semplici ma efficaci regole per limitare il rischio di venire a contatto con spiacevoli e fastidiosi “focolai” infettivi che possono anche rovinare le nostre meritate vacanze.

Intossicazioni alimentari: 40.000 casi nel 2011 in Europa

chiosco
I dati dell’European Food Safety Authority rilevano come nel 2011 nel nostro continente oltre 40.000 persone siano state colpite da infezioni alimentari, la maggior parte d’estate, e come l’Italia, nella “speciale” classifica, si posizioni al secondo posto per numero di casi rilevati. Si tratta quindi di un fenomeno piuttosto diffuso e che, ovviamente, comprende tipologie di infezioni e sintomi conseguenti assai eterogenei fra loro, in genere non particolarmente gravi, ma comunque da non sottovalutare. L’”effetto” più comune delle infezioni è l’insorgere di disturbi a livello gastrointestinale, come nausea, vomito e diarrea. Ma non di rado possono verificarsi altri sintomi quali febbre, disidratazione, eruzioni cutanee, mentre alcune infezioni particolari, come quelle legate a batteri come l’Escherina Coli (VTEC) possono portare anche a patologie più gravi come sangue nelle feci o problemi renali. Dal momento che il caldo comporta una maggiore delicatezza nella catena della conservazione dei cibi, proprio d’estate è necessario aumentare l’attenzione a ciò che si compra e che si mangia, per prevenire tali fenomeni. Anche perché la temperatura ci porta a preferire la consumazione di alimenti freschi o poco cotti che sono, per loro natura e per la maggior propensione del “freddo” a sviluppare microorganismi, maggiormente a rischio.

Le regole d’oro per un’alimentazione sicura

gelato bimba

Le regole del decalogo sono in realtà molto semplici e di buon senso. Ma anche estremamente utili. In primo luogo fare attenzione a cosa si compra e dove lo si fa, specialmente per gli alimenti più a rischio che, statistiche alla mano, sono i prodotti ovicoli, il pesce e i gelati. Per il pesce in particolare è opportuno assicurarsi che sia ben cotto, oppure, se consumato crudo, che sia stato sottoposto ad abbattimento termico, una tecnica di conservazione per almeno 24 ore a -20 gradi che elimina la maggior parte di batteri e parassiti. Anche la carne richiede una certa attenzione e, se possibile, una cottura completa e uniforme.

Altro caposaldo della prevenzione è l’igiene, sia personale – il contatto dei cibi con le mani è uno dei più diffusi veicoli di contaminazione – sia in merito all’accurato lavaggio, meglio se con il bicarbonato, cui devono essere sottoposte frutta e verdura, specie se consumate crude.

Infine, è opportuno diffidare dall’acqua se non se ne conosce precisamente la provenienza, privilegiando l’acqua in bottiglia in caso di incertezza. Qui potete inoltre trovare alcuni utili consigli su come conservare gli alimenti in frigorifero.

La bellezza della vostra estate dipende anche dalla vostra salute. Che non va trascurata.


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