Intolleranza al pomodoro

Conosciamo insieme i sintomi, le cause e i rimedi per chi è intollerante al pomodoro e ai suo derivati.

Intolleranza al pomodoro
Intolleranza al pomodoro: sintomi e rimedi.

È una delle intolleranze più diffuse e fastidiose insieme a quelle al lattosio e al lievito di birra. Si tratta dell’intolleranza al pomodoro, sia al naturale sia sotto forma di salse ed altri prodotti da cucina. Si tratta di un’intolleranza piuttosto difficile da gestire, perché il pomodoro è uno dei protagonisti indiscussi della cucina italiana. Basti pensare che lo si ritrova anche in molti piatti pronti (lasagne, cannelloni, zuppe di pesce), nei dadi da brodo, nei minestroni e nei passati surgelati e nelle insalatone pronte al consumo.

Conosciamo insieme i sintomi e gli effetti di questa patologia ed impariamo a gestirla, tenendo presente quali alimenti possono essere assunti, soprattutto se vi è differenza tra il consumo di pomodoro cotto e crudo e come possiamo proteggere i nostri bimbi da questa intolleranza.

Sintomi

I sintomi sono comuni ad altre forme di intolleranza e si manifestano sia in caso di assunzione di pomodoro sia cotto sia crudo. Generalmente le persone lamentano gonfiore addominale, dolori addominali, reflusso gastrico, orticaria o eruzioni cutanee di varia natura, prurito o gonfiore a livello della bocca.

Come nel caso di altre intolleranze, anche nel caso del pomodoro i sintomi si manifestano dopo il superamento di una certa soglia, strettamente individuale. Per capire si è affetti da questo disturbo, generalmente il medico fa seguire una dieta ad esclusione per circa due settimane, reintroducendo gradualmente il pomodoro e valutando eventuali effetti indesiderati.

Pomodoro cotto o pomodoro crudo?

Non vi è chiarezza neppure su quale sia la forma in cui il pomodoro sia in grado di scatenare maggiormente i disturbi. Alcune persone lamentano maggiori fastidi se consumano il pomodoro crudo (con grado diverso per le differenti varietà), altre se consumano le salse, forse anche per gli additivi presenti.

Cosa mangiare?

Qualora l’intolleranza venga confermata è necessario escludere per un periodo di tempo di circa due settimane/un mese ogni fonte di pomodoro (periodo di wash-out) ed effettuare un protocollo di pulizia intestinale. Spesso reazioni anomale dell’organismo si verificano perché il nostro intestino non è in perfetto equilibrio. Al termine del periodo si reintroduce il pomodoro una volta alla settimana, fino ad un massimo di due. Nel periodo di esclusione è fondamentale evitare ogni fonte di questo ortaggio. Dovremo, quindi, controllare tutte le etichette degli alimenti acquistati, cucinare i primi piatti con le verdure, preferire la focaccia alla pizza e scartare i pomodori dalle insalatone.

E i nostri bambini?

Anche i nostri bambini possono soffrire di questa intolleranza. In questo caso è fondamentale far presente il problema alla scuola, qualora il bimbo consumi i pasti in mensa, affinché gli venga assegnato un menu specifico che non contenga pomodoro né derivati. Ma l’aspetto più importante sarà spiegare al nostro bambino che non deve vivere l’intolleranza alimentare come una punizione, ma come un modo per stare bene, senza dolori al pancino e bollicine sul corpo.


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