Infertilità maschile: cause, diagnosi, terapie

L'infertilità maschile è una patologia piuttosto diffusa soprattutto in occidente. Varie e diverse sono le cause e i gradi della sua gravità

Infertilità

Il tema dell’infertilità della coppia è di attualità di questi tempi anche per via della sua incidenza sempre più frequente, dipendente per molti versi dallo stile di vita tipicamente occidentale. Si tratta di un problema di salute che conosce molte sfumature diverse e anche una gamma di livelli di gravità che va dalla sterilità totale alla ipo-fertilità o difficoltà di concepimento. In generale, la scienza medica inizia a parlare di infertilità quando i fallimenti nella fecondazione si protraggono per almeno 12 mesi di regolari rapporti e, secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il 12% delle coppie nell’area occidentale del pianeta ne sono affette. Nel 85% di questi casi, una causa viene individuata – i restanti restano sostanzialmente senza una acclarata spiegazione medica – e nel 30% di questi la “responsabilità” è maschile. Si tratta di un fenomeno quindi piuttosto diffuso e variegato su cui per il quale non è sempre facile una schematizzazione.

Infertilità maschile: le cause

Infertilità
Ciò che rende complicata la valutazione e l’individuazione delle cause di infertilità – e dell’infertilità maschile in particolare – è il fatto che essa non è considerata una sindrome “omogenea”, ovvero riconducibile d un’unica causa specifica, ma è spesso l’effetto di numerosi fattori concomitanti. I primi sono ovviamente le cause “fisiche” dell’infertilità ovvero legate a disfunzioni che si classificano in genere in pre-testicolari – come problemi endocrini o dell’ipotalamo a esempio nella produzione di testosterone – fattori testicolari – la causa “fisica” più diffusa con malattie specifiche come per esempio il varicocele – e post-testicolari, ovvero le disfunzioni dell’apparato riproduttivo che rendono difficoltosa la mobilità degli spermatozoi e quindi rendono difficoltoso l'”atto” riproduttivo. Su queste cause fisiche agiscono diversi fattori “esterni”: il peso corporeo, per esempio, e per diretta connessione il regime alimentare, l’abuso di alcool e droghe, l’assunzione di nicotina e l’abitudine al fumo, la sedentarietà e, per contro, l’attività fisica e anche l’inquinamento che può influire sulla qualità del liquido seminale. Anche il fattore-stress non è elemento trascurabile.

La fertilità maschile dopo i 50 anni

Scientificamente è provato, ed è anche logicamente evidente, che un fattore che riveste grande importanza nei casi di infertilità maschile sia l’età. La probabilità di successo in un tentativo di concepimento è drasticamente ridotto con il passare degli anni. Se recenti studi hanno dimostrato che a 24 anni ed in assenza di patologie specifiche un uomo ha il 92% di possibilità di essere fertile, tale percentuale diminuisce di circa il 2% all’anno da lì in avanti, il che significa che si attesta al di sotto del 50% dopo il cinquantesimo anno di vita.

Concepimento

Infertilità maschile: diagnosi e terapie

Ciascuna delle patologie che possono essere alla base dell’infertilità maschile, producono il linea generale una alterazione dei “parametri seminali” dello sperma, quantificabili nel numero e/o nella vitalità degli spermatozoi. Per questo il punto di partenza per abbozzare qualunque diagnosi in merito è lo spermiogramma, ovvero l’analisi della composizione del liquido seminale, eventualmente accompagnato da verifiche ormonali. Essendo assai variegata la gamma delle possibile cause, altrettanto ampia può essere la risposta terapica a esse. Fattori “esterni” possono essere contrastati attraverso un riequilibrio alimentare o una azione tesa a ridurre stati di ansia o di stress. Dal punto di vista “fisico” e sempre sotto lo stretto presidio di un medico, possono essere utilizzate sostanze “stimolanti” alla produzione di spermatozoi che vanno comunque sempre associati ad una specifica cura rivolta verso la causa originaria.


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