Il raptus violento. Regole per una buona salute mentale

Sono troppi i casi di cronaca nera dove protagonisti sono i delitti passionali. Chi sono i compagni pericolosi?

Benessere mentale
Benessere mentale.

Alcune volte sono storie d’amore con palesi situazioni di anormalità, di violenza che nasce da subito e che una donna innamorata impara suo malgrado ad accettare; altre volte i segnali di pericolo in una relazione affettiva sono più sottili, o subdoli o ancora, del tutto ignorati.

A volte poi capitano situazioni che paiono veri raptus di follia, in cui la compagna diventa il nemico, l’ostacolo alla propria vita come sembra sia accaduto ad Alberto Stasi con Chiara Poggi.

Cos’è un raptus?

Nonostante la ricerca scientifica abbia alle spalle quasi un secolo di studi e ricerche sul cervello umano, non è ancora davvero in grado di dare risposte esaustive e soddisfacenti su alcuni fenomeni inspiegabili come un attacco improvviso di violenza capace di accecare la mente e addirittura arrivare a uccidere un compagno, un figlio, un amico.

Ciò che è certo, è che la mente umana può essere paragonata a una sorta di pentola a pressione, le emozioni alimentano spinte all’azione nella vita quotidiana e la persona vive ogni giorno cercano di mitigare impulsi e tenerli controllati per renderli accettabili socialmente. Un eccesso di emozioni, un incremento progressivo troppo forte o non gestito sapientemente dal cervello senza nessuna tipologia di sfogo può portare il cervello di una persona ad esplodere, come una pentola a pressione appunto, in maniera incontrollata e irrazionale a causa di frustrazioni represse.

A seconda dell’entità di un raptus si perde il parziale o totale controllo del senno, rovesciando oggetti, distruggendo o arrivando nei casi più gravi ad uccidere. Non è un atto premeditato né cosciente; addirittura la mente è in grado di dimenticare l’accaduto per giorni o in alcuni casi sublimarlo per sempre.

Una sentenza psichiatrica non confortante

Se una volta si tendeva a credere che episodi simili potessero accadere solo a persone con patologie mentali conclamate, i casi di cronaca recente avvalorano la tesi della psichiatria moderna che sostiene come un raptus possa essere episodico in qualsiasi individuo  in determinate circostanze scatenanti. Inoltre, sembra che prevedere ciò che accadrà domani alla mente di un individuo normale sulla base di quello che gli è accaduto oggi è cosa impossibile, in quanto è pressoché infinita la serie di comportamenti che possono incidere sulla mente di uno specifico individuo. Durante il raptus si crea come un corto circuito tra emozioni violente e comportamento, con l’esclusione completa del controllo della logica e della razionalità. Anche nella quiete domestica, in una condizione di eccessivo stress un ennesimo capriccio potrebbe far scattare in una madre amorevole la furia omicida. Un esempio calzante ne è anche il delitto Cogne.

Le regole di vita per una buona salute mentale

Ampiamente spiegato che il fattore scatenatante un raptus è il sovraccarico emotivo, andiamo a valutare quelle buone norme comportamentali che escludono non solo un’escalation di aggressività del genere, ma anche l’insorgere di patologie depressive più o meno complicate.

1. Avere un approccio positivo alla vita

Sembra banale ma non lo è e se ci pensiamo non lo facciamo sempre. Le persone che si concentrano maggiormente sugli aspetti appaganti della propria esistenza sono meno turbate da eventuali episodi dolorosi.

2. Mantenere buoni contatti interpersonali

Isolarsi non è un bene. Per stare in salute è necessario alimentare il nostro aspetto sociale e coltivare rapporti di amicizia appaganti.

3. Fare attività fisica

Tasto dolente per molti, eppure lo sport alleviando la tensione muscolare e liberando endorfine, migliora umore e sonno, indispensabili per il nostro equilibrio.

4. Aiutare il prossimo

Dare il prioprio supporto a persone che necessitano di un aiuto, fa si che il soggetto sia meno focalizzato sul proprio vissuto negativo e quindi sia meno incline a un umore depresso.

5. Dormire

Senza esagerare e giustificare l’eccesso di sonno (se il poltrire è troppo è un sintomo da non sottovalutare come l’incapacità di rispondere in maniera attiva agli stimoli), dormire a sufficienza è fondamentale per l’equilibrio psicofisico.

6.Curare la propria alimentazione

7.Prediligere il consumo quotidiano di cibi sani in pasti regolari aiuta l’umore e riduce il rischio di sviluppare patologie. Concedersi anche qualche peccato di gola è una gratificazione importante.

8. Chiedere aiuto

Se si è in difficoltà non bisogna chiudersi in se stessi, ma cercare conforto in un amico o in una compagnia che potrà sdrammatizzare un momento negativo. Se è necessario fare riferimento a un professionista della salute mentale, quando ci si rende conto di non stare vivendo bene, ma anche quando semplicemente ci si sente in difficoltà nell’elaborare dei piani di soluzione a problemi personali. Gestire l’emotività anche durante un lutto o un periodo negativo insieme a un professionista, farà sì che non insorgano problematiche reali per colpa di un proprio abbassamento delle difese emotive. Le persone che ottengono un aiuto si sentono, in genere, molto meglio. Alcune terapie per il disturbo di panico raggiungono addirittura un tasso di successo del 90 per cento circa.


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