Ictus: l’ultima idea per prevenire e curare? Il tango (e le aringhe)

Fra le cause invalidanti più diffuse nel nostro paese, per la sue prevenzione il pesce azzurro sembra assai efficace. E il tango un valido strumento riabilitativo

dottoressa e cuore

L’Istituto Superiore della Sanità ha diffuso nel marzo scorso i risultati della II ricerca effettuata nell’ambito del “Progetto Cuore“, nato su iniziativa dello stesso Istituto nel 1998 e parte integrante, fin dal 2005, del Centro Nazionale per la prevenzione ed il controllo delle Malattie patrocinato dal Ministero della Salute. I dati sono stati raccolti in tutte le regioni d’Italia fra il 2008 e il 2012, grazie al lavoro di una vastissima rete di centri specializzati che ha permesso l’elaborazione di una significativa mole di informazioni. Ebbene, dalla ricerca emerge come l’ictus, fra le varie patologie cardiovascolari, abbia una incidenza  in Italia di circa 200.000 casi all’anno di  varia entità e gravità, il 20% dei quali sono recidive di soggetti già precedentemente colpiti. Ciò colloca il cosiddetto “colpo apoplettico” in testa alla classifica delle cause di invalidità nel nostro pese. Ma cos’è l’ictus? Si tratta in effetti di uno shock vascolare che si verifica nel cervello, spesso imprevedibile ed improvviso e, anche per questo, assai pericoloso.

La prevenzione con gli sgombri…

aringhe
Da questi brevi dati e dalle caratteristiche descritte, risulta evidente come sia importantissima, in un tipo di minaccia come l’ictus, l’opera di prevenzione, vero elemento di lotta a un simile genere di malattia. Ebbene, il British Medical Journal, nota pubblicazione d’Oltre Manica  da oltre vent’anni fra le più autorevoli in campo medico-scientifico, ha reso noto i risultati di una interessante ricerca effettuata dall’Università di Cambridge: ne è emerso che il consumo almeno due volte alla settimana di pesce azzurro, in particolare alici, sardine e sgombri, ha una grande efficacia nella riduzione delle probabilità di incorrere in un ictus. In effetti i dati raccolti sembrerebbero dimostrare una diminuzione di incidenza prossima al 5% rispetto ad una dieta nella quale il suo l’utilizzo di prodotti ittici è minimo o addirittura assente. Gli elementi fondamentali che stanno dietro a tali interessanti risultati sono infatti  gli Omega-3, acidi grassi essenziali dei quali il pesce è estremamente ricco.

…e la riabilitazione con il tango

tango
Ci spostiamo invece in Italia per scoprire un curioso ma efficace esempio di tecnica di riabilitazione “creativa” pensata proprio per le persone colpite da difficoltà motorie di vario genere come conseguenze di diverse patologie, fra cui naturalmente l’ictus è una delle più incidenti. Si chiama  “Tangoterapia” e non si tratta, come qualche facile battuta potrebbe insinuare, di un rimedio per lenire le ferite d’amore o la stravagante idea di qualche medico inguaribile romantico. E’ invece un programma rieducativo  che ha suscitato un notevole interesse nella comunità scientifica. Avanguardia di tale tecnica in Italia è, fra gli altri centri, anche l’Ospedale San Giuseppe di Milano nel quale, dopo una prima fase di sperimentazione, la tangoterapia è stata oggi inserita stabilmente nel percorso di riabilitazione di pazienti affetti dalle conseguenze di shock apoplettici e cardiovascolari, da sindromi degenerative come  la sclerosi o il morbo di Parkinson, nonché da diverse patologie respiratorie. Il tango, grazie alle sue caratteristiche che sono proprio le stesse che lo rendono così interessante da praticare anche in circostanze “normali”, è funzionale ad un preciso obiettivo clinico: costringe infatti ad eseguire una sequenza precisa di passi e movimenti  alternando arretramento e avanzamento e secondo una direzione variabile, nonché nella massima sincronia possibile con il partner. Tali caratteristiche ne fanno uno strumento utilissimo per portare i soggetti al recupero della stabilità e all’equilibrio della postura , “riabituando” il corpo alla corretta conduzione dei movimenti. Una trovata davvero interessante che ha anche il grandissimo pregio di rendere le sedute assai meno faticose e “pesanti” per il paziente, incidendo anche sull’importantissimo “fattore emotivo“, fondamentale per ottenere buoni risultati.

Si dice spesso che prevenire le malattie comporti sacrifici. In questo caso mangiare un buon pesce e ballare sono pratiche tutto sommato piacevoli. Una volta tanto, qualcosa di gustoso e divertente fa anche bene alla salute!

 


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