La gravidanza biochimica

Gravidanza biochimica: cos’è, cause e che fare

La gravidanza biochimica consiste in un aborto spontaneo agli inizi della gravidanza. Non sempre le donne se ne accorgono. Ecco alcune informazioni utili al riguardo.

L’universo femminile è composto da tante variabili: alcune più note, altre meno. Molto spesso, quando una coppia desidera dei figli, pensa subito al naturale esito dei tentativi di concepimento. È dura doversi scontrare con la realtà di un aborto o di una prolungata attesa. Ma chi di voi non ha almeno un’amica, parente o conoscente che si è trovata in questa situazione? La gravidanza biochimica non è nient’altro che un aborto precoce di cui molte donne nemmeno si accorgono. Nonostante psicologicamente ci voglia del tempo per elaborare la perdita, ciò non deve impedirvi di realizzare il sogno di diventare mamme. Ecco alcune indicazioni utili sul tema.

Che cosa è?

Con la definizione gravidanza biochimica si intende sottolineare la differenza con la gravidanza clinica, caratterizzata da nove mesi di gestazione che si concludono con un parto naturale o cesareo.

Perché il nome biochimica? Nonostante si tratti di una gravidanza che si interrompe dopo pochissime settimane, il corpo produce fin da subito le Beta HCG, rilevabili anche con un test biochimico, acquistabile in farmacia o anche al supermercato.

Il test darà un esito positivo a causa della presenza di Beta HCG ma un eventuale ecografo non rileverà né la presenza dell’embrione né della camera gestazionale.

Quali sono i sintomi?

Molte donne non si rendono neanche conto di essere in dolce attesa proprio per la brevissima durata di questa gravidanza che si conclude con l’arrivo delle mestruazioni.

Coloro che scoprono di aspettare un figlio è perché hanno un ciclo regolare e si trovano di fronte a un impercettibile ritardo.

Se una donna non ha un ciclo irregolare infatti è probabile che neanche si accorga del suo stato interessante, risparmiandosi così un po’ di sofferenza psicologica.

La gravidanza biochimica si conclude in molti casi prima di cinque settimane: in tante non hanno materialmente il tempo di realizzare che sono incinte. Nei casi di programmi specifici per la fertilità dove la gravidanza viene seguita fin dall’impianto dell’embrione nell’utero è più facile accorgersi di un aborto precoce.

Come intervenire?

Nella maggior parte dei casi non si interviene affatto: si attende l’arrivo del ciclo lasciando che sia la natura a regolare la situazione.

L’unica cosa che eventualmente è possibile fare può essere monitorare il livello delle Beta HCG accertandosi che scendano. Questo ormone diminuisce naturalmente se è in corso un aborto: se sale e non c’è presenza di un embrione all’interno dell’utero è necessario fare degli accertamenti in modo da scongiurare la possibilità di una gravidanza ectopica.

Nonostante la brevissima durata è possibile che questa gravidanza abbia delle ripercussioni psicologiche negative su alcune donne: è giusto che tale sofferenza venga presa in considerazione e alleviata con il supporto dei propri cari o talvolta di uno specialista.


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