Gli alimenti cancerogeni da evitare (o limitare)

La prevenzione dei tumori parte da una corretta alimentazione. Ecco qualche indicazione rispetto alle sostanze ed i cibi da evitare o limitare.

Cibo malsano

Di pochi argomenti è possibile trovare tutto ed il contrario di tutto navigando sul web come accade con la classificazione dei cibi in “sani” o “non sani”. Si tratta, infatti, di un argomento scottante, da non prendere con le molle e da non affidare a semplici dicerie o “sentiti dire” per evitare di prendere cantonate e finire fuori strada. Spesso ci sono alimenti che vanno “di moda” che sono giudicati “sani per definizione” e che poi si scopre, magari dopo anni, che tanto sani non erano. Viceversa, altri che erano stati oggetto di ostracismo e bollati come nocivi, si rivelano diversi e, spesso, vengono riabilitati. Insomma, dato che con la salute non si scherza, nell’affrontare il delicato tema dei cibi “cancerogeni” – o meglio, di quelli che in qualche modo aumentano o “non diminuiscono” le probabilità di formazione di un tumore – è necessario partire da due doverose premesse. La prima: una alimentazione sana è per definizione completa, equilibrata e “ragionata” e contempla la presenza di tutte le sostanze necessarie al corretto funzionamento del nostro organismo. Il disequilibrio è il primo nemico della salute. Secondo, solo il seguire i consigli di un esperto, medico e/o nutrizionista, assicura tale corretta ed equilibrata alimentazione sia effettiva. Sconsigliando quindi qualunque ricetta “fai-da-te”, passiamo in rassegna quali sono i cibi “da limitare” perché ritenuti maggiormente “complici” nell’eventuale insorgenza di un tumore.

carni rosse

I grassi idrogenati e le carni rosse

La scienza da tempo studia le proprietà e le caratteristiche degli alimenti per capirne gli effetti positivi e negativi sull’organismo umano. Da questi studi, a volte contradditori ma spesso illuminanti, deriva un quadro che individua, più che dei “cibi” specifici, delle sostanze in essi contenuti che rivelano una “familiarità” con l’insorgenza di malattie anche gravi fra cui il cancro. Fra questi, sono senza dubbio i “grassi idrogenati”, ovvero dei lipidi naturali sottoposti ad un processo detto idrogenizzazione per renderli maggiormente utilizzabili nell’industria alimentare, specialmente nella produzione dei prodotti da forno. Alcune loro caratteristiche “originarie” sono modificate dal processo cui sono sottoposti, rendendoli portatori di sostanze potenzialmente nocive: merendine, biscotti e margarina se consumati in quantità eccessiva sono dunque “pericolosi” per l’organismo. Anche la carne rossa viene spesso inserita nel “libro nero” degli alimenti cancerogeni. Ebbene, come sempre, anche in questo caso la giustizia sommaria porta ad errori di valutazione. Se infatti da una parte l’eccessivo – ma è sempre l’eccesso ad essere dannoso –  consumo di carne rossa può favorire la formazione del cancro specialmente al colon e al retto, nonché a patologie cardiache – essa è anche fonte di importanti elementi nutritivi come ferro, vitamine e proteine. E’ un consumo “corretto” – in genere contenuto entro i 2-300 grammi totali e con una periodicità di non più di un paio di volte alla settimana – a costituire l’approccio “corretto” per chi non vuole rinunciare al piacere della carne rossa.

Bevande alcoliche

Conservanti e stabilizzanti

Anche il sale è spesso annoverato fra i nemici giurati della salute e, anche in questo caso, non senza una ragione: in genere il consumo di sale viene associato alla possibilità di insorgenza di problemi in ambito dell’apparato cardio-vascolare, ma anche sulla formazione dei tumori – segnatamente quello allo stomaco – una limitazione nel suo consumo è decisamente consigliabile. Anche le bevande alcoliche e quelle zuccherate, per diverse ragioni, sono alimenti che possono favorire la formazione di un tumore, mentre tutte le sostanze utilizzate come conservanti e stabilizzanti possono aumentare il rischio di insorgenza di tumori: da limitare, in questo senso, il consumo di scatolame o di cibi preparati, privilegiando se possibile i prodotti freschi.


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