Farmaci, il consumo è “rosa”. Ecco le medicine preferite dalle donne

L'attenzione alla cura è una caratteristica tipicamente femminili, che influenza anche gli acquisti in farmacia. Vediamo come in base agli ultimi dati

Un graffito
Sulla serranda di una farmacia, un omaggio alla donna, che ne è la miglior cliente

Sono le donne a consumare più farmaci in Italia, in particolare nella fascia d’età 15-64 anni, dove la percentuale di chi ha comprato medicinali fa segnare una differenza del +8% rispetto agli uomini (rispettivamente il 69,7% e il 53,6%). Lo rileva il rapporto OsMed 2013 “L’uso dei farmaci in Italia” realizzato dall’Aifa – Agenzia Italiana del Farmaco e che fotografa, analizzando il consumo dei farmaci e lo stato di salute degli italiani. La differenza di genere si annulla agli estremi della vita, dove ha la prevalenza la componente età: il 50% dei bambini e il 90% degli ultra 75enni è stato il destinatario di almeno una confezione di farmaci.

Il tumore al seno

Il tumore al seno si può vincere
Cresce la cura farmacologica, con successo, del tumore al seno individuato precocemente

È chiaro che le donne hanno un rapporto con la cura del proprio corpo e della salute migliore di quello degli uomini. È più facile per loro osservarsi, cogliere i mutamenti del corpo e dell’umore, riconoscere i campanelli d’allarme e, diciamolo con franchezza, affrontare la paura del domani e del dolore. Se queste sono le caratteristiche femminili, non è un caso che siano proprio le donne a consumare più antitumorali. Su questo senz’altro ha agito positivamente il successo della campagna per la prevenzione del tumore al seno: una maggiore prevenzione consente infatti d’individuare precocemente un numero maggiore di tumori ai primi stadi e, di conseguenza, avere un più alto numero di casi trattati farmacologicamente anche a domicilio. Infatti questi dati non tengono conto del consumo di antitumorali in ambito ospedaliero.

Anemia e sistema immunitario

Ma quali sono le altre tipologie di farmaco a prevalenza femminile? Antianemici, immunomodulatori, per il sistema nervoso centrale, antimicrobici e per il sistema uro-genitale. I farmaci per il sangue e gli organi emopoietici hanno un picco di consumo a prevalenza femminili nella fascia d’età fertile, in particolare per quanto riguarda i farmaci anti anemia, condizione che può essere determinata o aggravata dalle perdite di sangue legate al ciclo mestruale e al parto e dall’aumentato fabbisogno ematico durante la gravidanza. Donne più bisognose di cure anche per quanto riguarda il sistema immunitario e anche qui la fascia d’età con questa prevalenza è quella adulta con una netta corrispondenza a quella fertile.

Depressione e osteoporosi

Cresce il consumo dei farmaci nelle over 54
Prima della cura, leggere con attenzione il "bugiardino" soprattutto per gli effetti collaterali e le controindicazioni

Le donne sono più sensibili e hanno una psicologia più complicata di quella maschile e spesso si trovano a caricarsi, oltre ai normali impegni familiari e lavorativi, di compiti di cura verso bambini e anziani che mettono a dura prova l’equilibrio psichico, generando ansia e esaurimento, senza parlare poi degli stati depressivi che possono esser causati dagli squilibri ormonali dovuti, a esempio, alla gravidanza e alla menopausa. La percentuale di donne che prende farmaci per il sistema nervoso centrale è sempre superiore a quella maschile e la differenza si incrementa man mano che passano gli anni: tra le under 54 è del 5% per poi salire all’8% per le over 74.

I problemi muscolo scheletrici poi sembrano essere appannaggio quasi esclusivo delle donne e qui a far la differenza è il consumo di bifosfonati utilizzati per la cura dell’osteoporosi, malattia “rosa” per eccellenza che esplode post menopausa, visto che è fortemente determinata dal calo della produzione degli estrogeni legata alla cessazione del ciclo mestruale e al fumo, che è in costante e allarmante crescita tra le donne.

Foto di apertura, credit Pryere


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