EticHub: i cosmetici nasceranno dagli scarti alimentari?

Una tecnica innovativa permette l’estrazione e la lavorazione di un principio attivo antiossidante dallo scarto della lavorazione dell’uva. Si apre una nuova era?

Un utilizzo intelligente, utile e green dei rifiuti ed in particolare degli scarti alimentari. Una frontiera nuova sembra in vista in questo interessante campo, quello del riciclo e del riutilizzo, che riveste una importanza sempre crescente sia in ambito scientifico che sociale anche e soprattutto per i suoi notevoli risvolti etici, economici ed ecologici. Questa nuova via è quella battuta da EticHub, una interessante realtà imprenditoriale nata nel 2013 come spin-off dai laboratori del Dipartimento di Scienze del Farmaco dell’Università di Pavia e che si prefigge di contribuire fattivamente alla ricerca sull’efficacia, la sicurezza, la qualità e la sostenibilità dei prodotti industriali, specialmente quelli di largo consumo. Focus del progetto – presentato nel mese di febbraio nell’ambito dell’evento BioEnergy Italy 2015, il convegno internazionale sulla Green Chemistry e sul Food Waste Management che si è tenuto presso il complesso fieristico della città di Cremona – è il re-impiego dei rifiuti alimentari nell’industria della cosmesi, un settore dove gli investimenti per la produzione attraverso materiali organici di riciclo stanno vivendo un forte e costante incremento, alimentati dalle politiche di sostenibilità che sempre più si accompagnano alle campagne di lancio dei nuovi prodotti.

Da materie di scarto a materie prime

E’ Mariella Bleve, socio fondatore ed amministratore delegato di EticHub, a spiegare questa interessante tendenza “futuribile” con la maggiore ed innegabile propensione al miglior utilizzo delle risorse che hanno dimostrato i produttori di cosmetici negli ultimi anni, non certo insensibili all’importanza sempre crescente che a tali temi viene riservata da parte di una fetta importante dei loro clienti. Da questa intuizione e dalla lettura del conseguente innegabile trend nasce il progetto che EticHub ha presentato nel suo intervento al convegno: si tratta di una applicazione nel campo della gestione e del riutilizzo dei sottoprodotti dell’industria alimentare che li trasforma in materie prime per il settore della cosmesi. In particolare al centro dell’attenzione è stata posta la linea GrapeSKINcure, una famiglia di prodotti composta da latte detergente, tonico viso, crema viso e crema trattamento corpo il cui principio attivo fondamentale è il resveratrolo, un polifenolo particolare abbondantemente presente nelle vinacce, lo scarto del processo di trasformazione dell’uva in vino che non a caso tradizionalmente i produttori vinicoli usavano come fertilizzante delle vigne stesse, consci delle sostanze nutritive e dei minerali di cui sono ricche.

Produzione e tecnologie innovative

“Dall’uva alla cosmesi innovativa” è lo slogan che sintetizza l’essenza del progetto e l’idea che sta dietro alla sua realizzazione. Il resveratrolo ha come propria funzione più importante ed accertata a livello medico-scientifico quella di antiossidante, derivante dalla sua capacità di contrastare alcune specie radicaliche dell’ossigeno che sono alla base dello stress “cellulare” da cui discendono i processi di rilassamento e degenerazione dei tessuti che si traducono nelle rughe e nell’invecchiamento della pelle. Grazie ad una nuova tecnologia battezzata SOL-MEX, le proprietà e le performances del resveratrolo vengono potenziate e stabilizzate, rendendole biodisponibili e favorendone l’interazione con la pelle. Se la disponibilità di scarti alimentari è molto ampia ed il loro prezzo basso, la lavorazione degli ingredienti da essi estratti è spesso molto delicata e complessa: saranno quindi proprio le tecniche innovative in grado di rendere disponibili e trasformabili più facilmente tali principi attivi a svolgere un ruolo fondamentale nella loro futura diffusione nei processi produttivi, non solo quelli legati alla cosmetica.


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