Escherichia coli: cause, sintomi e terapia

Un batterio che può provocare fastidiose infezioni alle vie urinarie. Si scopre con un tampone e un esame delle urine. Vediamone i sintomi e le cure

Escherichia coli

L’escherichia coli è un batterio che normalmente vive nel tratto digestivo degli esseri umani e in quello di alcuni animali. In natura esistono diverse tipologie di escherichia coli alcune delle quali sono innocue, altre invece possono provocare diarrea e altri sintomi che arrivano fino all’emorragia. Solitamente l’escherichia coli provoca infezioni, soprattutto del tratto urinario, ma può anche causare insufficienza renale o anemia. Le infezioni da escherichia coli sono contratte solitamente quando un soggetto entra in contatto con delle feci umane o animali. Questo può accadere bevendo dell’acqua o del cibo contaminato dalle feci. I sintomi si verificano di solito 4 giorni dopo essere entrati in contatto con l’escherichia coli, e sono crampi allo stomaco, nausea, vomito e diarrea anche emorragica. Quando il batterio colpisce il sangue oppure i reni i sintomi sono più acuti e si manifestano sotto forma di febbre, lividore, pallore cutaneo, debolezza e difficoltà a urinare.

Tampone

L’escherichia coli si identifica con un tampone, vaginale per le donne, e uretrale per gli uomini. In tal caso il medico per risalire alla causa dell’infezione prescriverà un esame delle urine associato con un esame di urino coltura. Una volta individuato il batterio si potrà procedere con la cura adeguata, prescritta dal medico.

cistite
Cistite

La cistite è un’infezione delle vie urinarie, che colpisce soprattutto le donne. La maggioranza di queste tipologie di infezioni deriva da batteri con origine intestinale. Solitamente circa 85% delle cistiti sono state provocate dall’escherichia coli.

In gravidanza

La cistite provocata dall’escherichia coli è molto più frequente fra le donne e in particolare in quelle che incinta. Ciò è provocato da diversi fattori che rendono le future mamme molto più esposte alle infezioni urinarie. Le modificazioni ormonali, il rallentamento del flusso urinario e la maggiore pressione esercitata sull’uretere infatti creano un ambiente in cui l’escherichia coli riesce a attecchire molto più facilmente, provocando infezioni dell’apparato urinario.

Antibiotici

Le infezioni urinarie provocate da escherichia coli possono essere curate con un trattamento farmacologico di tipo specifico, che consiste in cicli di antibiotici. Questi possono essere assunti anche dalle donne in gravidanza, perché non presentano effetti collaterali né rischi per la madre e il bambino. Per individuare l’antibiotico specifico in grado di curare il disturbo sarà comunque necessario eseguire un antibiogramma. Dopo aver iniziato la cura, i sintomi svaniranno dopo qualche giorno, ma per evitare ricadute è fondamentale completare del tutto il ciclo di antibiotici.


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