Ebola: cos’è, sintomi e situazione in Italia

Un virus aggressivo che provoca violente emorragie interne sino ad arrivare alla morte. Scopriamo come si trasmette e quali sono i sintomi

virus ebola

Ebola è il nome di virus particolarmente aggressivo, che fa parte della famiglia dei Filoviridae. Questa patologia, molto temuta, provoca una serie complessa e rapidissima di sintomi , che vanno dalle febbri emorragiche a dolori muscolari, sino ad arrivare a problemi del sistema nervoso. Il periodo d’incubazione va dai 2 ai 21 giorni. Ciò che rende molto pericoloso questo virus è la capacità di provocare una morte fulminante che si verifica appunto fra i 2 e i 21 giorni dal contagio.
Il virus ebola venne scoperto nel 1976 in Africa, precisamente in Congo e nel Sud Sudan, dove tutt’oggi miete diverse vittime. Da allora sono stati isolati cinque ceppi differenti del virus, fra i quali solo quattro risultano essere letali per l’uomo. Di solito in queste zone il virus è molto virulento, colpisce un villaggio, contagiando una o due persone e si diffonde con rapidità, infettando gli altri abitanti.

Sintomi

I sintomi dell’ebola sono moltissimi e il più delle volte compaiono improvvisamente. Inizialmente si accusano febbre alta, mal di testa, vertigini, nausea, ed emorragie sia interne che esterne. In seguito il quadro clinico del paziente si aggrava e iniziano a comparire vomito di sangue, diarrea, feci sanguinose e occhi rossi, provocati appunto da un’emorragia interna. Questa è causata da una reazione fra il virus e le piastrine che genera una sostanza chimica che intacca la parete dei capillari. Inoltre l’ebola determina una diminuzione dei livelli di piastrine e globuli bianchi, ostacolando la coagulazione.

Trasmissione

Ma da dove proviene l’ebola? Secondo gli studiosi il serbatoio del virus sarebbero alcuni animali, come le volpi volanti e i chirotteri, che popolano le foreste tropicali. L’ebola si troverebbe in questi animali senza causare alcun sintomo e si sarebbe trasmessa all’uomo tramite il consumo di carne di animali selvatici. Quando un uomo viene colpito dal virus il contagio è molto rapido e avviene principalmente tramite i fluidi corporei, come sangue, muco, lacrime o saliva, ma anche tramite il contatto con coltelli e aghi che sono stati utilizzati dalla persona infetta. I recenti studi hanno dimostrato che la trasmissione avviene anche per via sessuale e che il contatto continuo con l’ammalato può provocare il contagio. L’ebola ha una fatalità pari al 68% fra le persone colpite. Sino a ora, nonostante sia mortale, il virus è stato arginato con una buona percentuale di successo. Questo perché ha sempre colpito piccoli villaggi sperduti dell’Africa dove la mancanza di collegamenti con l’esterno e l’isolamento, rendevano facile organizzare una quarantena. In questi casi l’ebola colpiva, mietendo molte vittime, dopo di che si arrestava. Un virus aggressivo come l’ebola però non potrebbe essere arrestato in una grande città, con collegamenti con l’esterno e l’impossibilità di isolare i focolai della malattia.

Cura

A oggi non esistono cure, anche se i virologi stanno tentando di creare un vaccino utilizzando il sangue di quegli individui che sono sopravvissuti dopo essere stati colpiti dall’ebola. Nel frattempo l’unico metodo per tenere in vita le persone colpite è quello di idratarle, nutrirle adeguatamente e curarle con farmaci antipiretici.

Ebola in Italia

Sino a oggi questo virus colpiva esclusivamente piccoli villaggi sperduti nelle foreste tropicali del Sudan, della Guinea, del Congo e della Costa D’Avorio. Ciò che ha preoccupato principalmente l’Oms, l’organizzazione mondiale della sanità, è stata la diffusione del virus nella città di Conakry, capitale della Guinea con più di un milione di abitanti. Questo ha spinto molti Paesi a chiudere le frontiere con la Guinea per evitare un contagio. Nonostante l’allarmismo però per l’Italia, e l’Occidente in generale, il pericolo di trasmissione del virus è limitato. Un pericolo potrebbero essere i voli aerei, in grado di trasportare individui colpiti dall’ebola, ma ancora asintomatici. In realtà però le uniche rotte dirette verso il nostro paese sono quelle che provengono dalla Nigeria, dove però l’epidemia è ancora sotto controllo.


Vedi altri articoli su: Salute |

Commenti

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *