Disturbo ossessivo compulsivo: come riconoscerlo e curarlo

Manie, tic, rituali senza i quali non potete vivere? Scoprite come risolvere questo disturbo con i consigli della nostra psicologa

Il disturbo ossessivo compulsivo (Doc) è caratterizzato da sintomi specifici. Come dice la parola stessa è formato da ossessioni e compulsioni. Le ossessioni sono pensieri, idee o immagini che insorgono improvvisamente nella mente e che vengono percepiti come intrusivi e invasivi dal soggetto. Possono essere relativi a preoccupazioni di contaminarsi (a esempio se tocco la maniglia della porta di un ospedale, e non, potrei infettarmi come si vede nella commedia Supercondriaco) oppure di controllo (a esempio se non mi assicuro benissimo di aver chiuso la porta di casa potrebbe succedere l’irreparabile, ecc…). Vengono definite ossessioni in quanto sono presenti nella mente del soggetto per gran parte della sua giornata e a differenza dei normali pensieri non hanno nessun fondamento reale.

disturbo ossessivo compulsivo
Le compulsioni sono invece dei rituali, delle azioni ripetitive messe in atto dal soggetto o delle azioni mentali (esempio: pregare, contare, recitare mentalmente delle frasi, ecc…) per cercare di alleviare lo stato d’ansia che lo attanaglia. Questo è un circolo vizioso e la persona che soffre di un disturbo ossessivo compulsivo spesso impegna gran parte della sua giornata in questi rituali, stravolgendo la sua vita stessa e compromettendo notevolmente la sua vita sociale, affettiva e lavorativa. Si stima che circa il 50% dei pazienti affetti da un disturbo ossessivo compulsivo non riesca a stabilizzare o a mantenere un rapporto con un partner. Queste pratiche lasciano il soggetto molto “provato” dalla fatica quotidiana di dover per forza adempiere a questi rituali forzati. Molto spesso queste persone ricercano rassicurazioni da amici o conoscenti circa il disturbo, ma senza esiti favorevoli.
L’età tipica in cui compare più frequentemente questo disturbo è tra i 6 e i 15 anni nei maschi e tra i 20 e i 29 nelle donne. I primi sintomi si manifestano nella maggior parte dei casi prima dei 25 anni (il 15% ha esordio intorno ai 10 anni) e in bassissima percentuale dopo i 40 anni.

Cura

Certamente questo disturbo si può curare con una terapia cognitivo comportamentale che mira alla modificazioni di alcuni processi di pensiero automatici e disfunzionali. Spesso però accanto a questa terapia si deve associare un trattamento farmacologico per tenere sotto controllo il tono dell’umore del paziente che può tendere alla depressione. Solitamente vengono usati dei farmaci antidepressivi Ssri (o inibitori selettivi della ricettazione della serotonina) e della clomipramina (antidepressivo triciclico).
Da sottolineare come questo disturbo colpisca le persone molto stressate e con umore disforico (misto di rabbia e tristezza).

Dottoressa Sara Ronchi
psicologasararonchi@virgilio.it


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