Dadi da brodo: ecco perché non andrebbero usati

Immancabile nel frigorifero di (quasi) tutte le case, eppure è un alimento da tenere sotto stretta osservazione.

dado
tourist taking photo of boiling beef broth

Occupa poco spazio, si mantiene a lungo ed è facile da utilizzare: i tre assi nella manica che rendono il dado da brodo praticamente onnipresente nella nostra cucina, pronto per essere impiegato per tantissime ricette, piatti a base di carne oppure di verdure. Eppure questo piccolissimo alimento va usato ‘con le pinze’, almeno per quattro buoni motivi: vediamoli insieme.

Contiene glutammato

Il primo motivo è la presenza del Glutammato monosodico, un additivo che esalta il sapore ma che gli studiosi già da tempo tengono sotto la lente d’ingrandimento. Basterà dire che si tratta di una sostanza off limits nei cibi destinati ai più piccoli, tuttavia potrebbe non fare troppo bene nemmeno agli adulti sopratutto se utilizzato in maniera eccessiva nella dieta quotidiana. Secondo alcuni studi proprio il Glutammato monosodico causerebbe la cosiddetta ‘Sindrome da ristorante cinese’ con nausea, vomito ed emicrania. Secondo altri sarebbe un additivo semplicemente ingannevole perché copre quella che potrebbe essere l’assenza di sapore dagli alimenti di base rendendoli straordinariamente sapidi quando in realtà non lo sono. Tuttavia l’Organizzazione mondiale della sanità non ha stabilità una dose giornaliera limite, il che farebbe pensare che si tratta di una sostanza sicura dal punto di vista sanitario. Nonostante ciò alcune grosse catena di supermercati hanno bandito il Glutammato monosodico aggiunto alle minestre in buste e ai dadi. In commercio esistono anche dadi ‘salutisti’ privi di questo additivo, ma per essere davvero buono per la nostra salute non deve avere alcun tipo di grasso idrogenato.

Altri motivi per dire ‘no’ ai dadi da brodo

Un’altra ragione sta nel fatto che il dado da cucina che compriamo al supermercato può contenere anche altri additivi, per esempio il Guanilato disodico e l’Inosinato disodico, sostanze affatto naturali. Inoltre ha un notevole contenuto di grassi, quei “grassi e oli vegetali” che troviamo come secondo ingrediente nella lista sulla confezione del dado, tra il sale da cucina e il Glutammato. Infine anche la quantità di sale può rivelarsi eccessiva e, dunque, nociva per la salute del consumatore: una porzione di brodo preparata con i dadi classici o i granulari forniscono in media tra il 55 e il 65%  di sodio che dovremmo assumere nell’intero arco della giornata. Decisamente troppo.

Il dado fatto in casa

Per essere davvero sicuri possiamo preparare un buon dado casalingo, privo di Glutammato monosodico, coloranti, conservanti e quantità esagerate di sale. Si conserva in frigorifero, nel congelatore o anche a temperatura ambiente. Ne esistono di diversi tipi, come quello vegetale alle erbe aromatiche, senza glutine, senza cottura e anche granulare.


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