Cos’è la risonanza magnetica e come funziona

Da sempre applicata in campo medico, la risonanza magnetica -con contrasto o meno- è l’esame diagnostico per eccellenza privo di controindicazioni che permette di indagare e scoprire numerose malattie.

La risonanza magnetica (RM) nasce nel 1980 ed è un esame molto diffuso  messo in atto per osservare articolazioni ed organi interni attraverso le immagini trasmesse grazie alle onde radio ed ai campi magnetici.
Si usa per scoprire la presenza di diverse malattie, valutare lo stato delle articolazioni, conoscere lo stato della vascolarizzazione dei tessuti e, in caso di tumori, il loro stadio evolutivo.

Nonostante si utilizzino le onde magnetiche e quelle radio, questa tecnica diagnostica non rappresenta un pericolo per il paziente, ad eccezione delle donne in gravidanza nelle prime 12 settimane che non possono sottoporsi all’esame. Solo in casi gravi la donna in gravidanza può sottoporsi a Risonanza Magnetica, qualora il medico curante e il ginecologo lo rintengano indispensabile.

È inoltre sconsigliata la risonanza magnetica a chi ha subito interventi chirurgici e a chi è portatore di protesi metalliche installate vicine agli organi vitali, come i pace-maker ad esempio. Oggi comunque molte protesi, soprattutto quelle articolari, sono realizzate in titanio, un materiale che non risulta pericoloso in caso sia necessario sottoporsi a risonanza magnetica.

Come affrontare una risonanza magnetica

Per preparasi all’esame non occorre seguire nessun particolare accorgimento di tipo alimentare se non quello di togliere dal proprio abbigliamento oggetti e parti metalliche, compresi i piercing, fermagli, occhiali e gioielli.

Non si tratta di un esame invasivo o fastidioso ma può comportare un certo senso di “claustrofobia” in quanto il paziente viene fatto distendere su un lettino che poi scorre all’interno di un macchinario rimanendo in una posizione fissa per diverso tempo. È molto importante che chi sottopone alla risonanza magnetica sia calmo e rilassato il più possibile durante l’indagine diagnostica e per tale ragione a molti pazienti si fanno indossare delle cuffie con della musica, sia per rilassare e sia per evitare di sentire il rumore del macchinario.

Per chi è particolarmente ansioso o sofferente alle aree chiuse e strette può chiedere una leggera sedazione, soprattutto se l’esame dura oltre la mezz’ora e se si tratta di bambini piccoli che difficilmente resterebbero immobili durante l’esame.

Rischi della risonanza magnetica

La risonanza magnetica non comporta rischi per il paziente né nell’immediato e né a lungo termine, per cui non deve spaventare come esame diagnostico. Unico inconveniente che potrebbe verificarsi è una leggera allergia al mezzo di contrasto usato, il gadolinio. I sintomi di questa allergia sono visibili subito e quindi l’intervento medico rapido permette di superare il disagio in brevissimo tempo e senza ulteriori conseguenze nel tempo.


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