Bruxismo e acufene: sono collegati?

Bruxismo e acufene sono due disturbi molto diffusi. Scopriamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Bruxismo e acufene sono collegati.
Bruxismo e acufene sono collegati.

Il termine bruxismo sta a indicare il disturbo caratterizzato dal digrignamento dei denti. Questo nel tempo può avere effetti negativi a livello mandibolare, causando l’insorgere dell’acufene.

Quest’ultimo è un problema a livello dell’apparato uditivo, che consiste nel percepire dei rumori, come fischi e ronzii, i quali possono andare a influire negativamente sulla qualità della vita dell’individuo.

Ovviamente, l’acufene non è classificato come malattia, ma semplicemente come fastidio a livello dell’orecchio, che può avere diverse cause. Un esempio? Stress, tappi di cerume, infezioni e molto altro ancora.

Detto questo, non resta che scoprire se il bruxismo e l’acufene sono strettamente connessi.

Cos’è il bruxismo

Il bruxismo è definito come attività parafunzionale, ossia prodotta senza uno scopo o un fine preciso, che si compie involontariamente durante il sonno o nello stato di veglia.

Si tratta di un disturbo molto frequente e diffuso fra la popolazione; infatti, si ritiene che almeno il 10% delle persone ne abbia sofferto almeno una volta nella vita.

Come abbiamo visto in precedenza, si manifesta con il digrignare o serrare i denti con forza.

L’azione è più frequente durante il sonno soprattutto nel primo stadio, ossia la fase REM; meno frequente durante lo stato di veglia.

Le conseguenze del bruxismo

Questo problema può causare diverse disturbi. Ad esempio, il contatto tra le arcate dentali determina tensione e stanchezza dei muscoli mandibolari.

In più, può portare a difetti nelle struttura della mascella, nonché deterioramento degli stessi denti, perché lo sfregamento può provocare fratture dello smalto.

Altri fastidi percepiti da chi soffre di bruxismo sono continue cefalee, dolore cervicale ma anche acufene e fastidi riguardanti l’orecchio, come le vertigini.

Quindi, queste due problematiche sono fortemente correlate, anche se ancora non sono stati scientificamente accertati i meccanismi che determinano questa relazione.

Come si può rimediare al digrignamento dei denti? Innanzitutto, è bene rivolgersi a specialisti in odontoiatria, per verificare la presenza o meno di problemi alle arcate dentali. Mentre, tra le soluzioni più efficaci, oltre a evitare stress e avere uno stile di vita sano, si consiglia l’uso del bite.


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