Argento colloidale: cos’è, le proprietà e le controindicazioni

Un potente antibiotico naturale poco conosciuto e poco utilizzato: l’argento colloidale è invece una risposta importante per una vasta gamma di infezioni e patologie.

Non sarebbe la prima volta che il “tradizionale” utilizzo di medicamenti e rimedi “naturali”, nel senso più ampio del termine, possa rivelarsi assai utile in svariate tipologie di disturbi e patologie al posto degli ormai comuni rimedi “chimici”. Non si tratta, ovviamente, di porre alcuna drastica alternativa nella scelta di una cura, la cui assoluta competenza e responsabilità è di un medico che ne definisce i contorni caso per caso, ma comunque di conosce tali rimedi “alternativi” per valutarne – ed eventualmente proporne – l’utilizzo. E’ il caso dell’argento colloidale, una soluzione che contiene il “prezioso metallo” e che da sempre è conosciuta per le sue proprietà antibatteriche, antiinfettive ed antiinfiammatorie, spesso sorprendenti. Si tratta di una sostanza il cui utilizzo è assolutamente radicato nella storia: se già i romani ed i greci conoscevano le doti di antibatterico dell’argento – non a caso utilizzato come metallo per la costruzione delle posate, dei piatti e dei recipienti che devono essere a contatto con il cibo – in epoca più moderna il suo utilizzo era comune e, data la ovvia difficoltà di procurarselo dato il suo costo elevato, prerogativa dei nobili. La stessa espressione “sangue blu” deriva proprio dalla colorazione scura che l’assunzione di argento dava al sangue di chi lo assumeva, rendendolo molto meno vulnerabile alle infezioni rispetto al “popolo”.

Argento colloidale: la sua storia e le sue proprietà

L’espressione “colloidale” si riferisce ad una sostanza in cui due elementi entrano in contatto senza essere “solubili” tra loro. L’argento colloidale è quindi una soluzione dove le foglioline di metallo “galleggiano” in un liquido: essendo caricate elettricamente – ovvero “ionizzate” – restano sospese in esso senza sciogliersi. L’argento colloidale, per la sua particolare conformazione e per la facilità con cui è assorbito dall’organismo, può essere assunto in diversi modi, da per via orale, sia co colliri, sia per applicazione topica su pelle o mucose ed ha un effetto molto rapido. La principale caratteristica dell’argento colloidale è quella di essere un potente antibiotico naturale, antibatterico ed antiinfiammatorio, capace di contrastare un notevole numero di tipi di infezioni: sia va da quelle della pelle – herpes, acne, eritemi ma anche piaghe di varia natura e micosi – alle classiche malattie respiratorie quali raffreddori, riniti, tosse e irritazioni di vario genere, comprese quelle allergiche. Può essere usato in caso di infezioni gastro-intestinali o alla prostata, fino alla candida e alla vaginite. Può perfino essere utile contro ustioni, ferite e bruciature sia come “disinfettante”, sia come coadiuvante alla ricostruzione dei tessuti. Non mancano i ricercatori che ne stanno verificando l’utilità anche in caso di tumori, anche se in questo campo va chiarito che la scienza è ancora nel campo delle ipotesi.

Argento colloidale: le controindicazioni

A fronte di un così ampio spettro di “proprietà”, l’argento colloidale non sembra avere, ad oggi, particolari controindicazioni nel suo utilizzo se, beninteso, effettuato nell’ambito delle posologie e delle modalità di assunzioni indicate per ciascuna patologia nella sua confezione e concordate sempre co il medico. Occorre, naturalmente, verificare l’assenza di allergie a metalli che ne precluderebbero l’utilizzo, mentre sembra ormai esclusa dalla scienza una connessione fra l’utilizzo di argento e l’insorgere della argiria. Unica altra controindicazione è in realtà la difficoltà di procurarselo: non essendo, infatti, ne una medicina “tradizionale”, né una omeopatica, né le farmacie né le erboristerie ne sono sempre provviste.


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