Ammalarsi in vacanza all’estero. È meglio pensarci prima

Nella check list da controllare prima di partire, spesso manca la voce "salute". Ecco cosa fare per tutelarsi in caso di malattia o incidente

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In vacanza con mascherina di protezione: quando il posto esotico nasconde l'insidia di un'epidemia

State organizzando la prossima vacanza all’estero? Bene, senz’altro state monitorando con costanza le compagnie aeree cercando il volo più conveniente. E state anche consultando guide turistiche, siti internet, diari di viaggio per segnarvi i luoghi più suggestivi da visitare. Ma c’è da scommetterci che molti di voi non hanno inserito nella check list la voce “salute”. Problemi di salute e incidenti non sono mai messi in preventivo, è difficile pensare all’eventualità di ammalarsi mentre si sta già pregustando un momento di divertimento e relax, però succede e non solo se ci si reca in luoghi in cui l’igiene è relativa.

Chi si affida ai tour operator con un pacchetto “tutto compreso” compra anche una copertura assicurativa, almeno minimale e comprensiva di rientro assistito in Italia, ma chi “fa da sé” e ha soltanto la copertura del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e quindi non ha una assicurazione o un’assistenza sanitaria integrativa che comprenda anche cure e assistenza all’estero, rischia di avere sorprese sgradite. Il SSN infatti non estende automaticamente la copertura sanitaria e comunque non è possibile farlo per tutti i Paesi; inoltre, se si presenta domanda di estensione per oltre trenta giorni, viene sospeso il medico di base e quindi al rientro bisogna recarsi nuovamente all’Asl di appartenenza per ripristinarlo: se non lo si fa, si rimane senza assistenza. Prima di prendere in esame alcune delle mete più gettonate per le prossime vacanze, vi ricordiamo che diverse assicurazioni stipulano delle apposite polizze di durata limitata calibrate sui rischi sanitari dei singoli Paesi visitati. Chi decidesse di recarsi in Paesi diversi da quelli da noi presi in esame, può recarsi sul “Se parto per…”, il sito dedicato curato dal ministero della Salute.

Europa

Guardate sul resto della Tessera sanitaria nazionale e della Carta regionale dei servizi e scoprirete la Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM). È valida in Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia , Svizzera, Ungheria. Permette di ricevere tutte le cure necessarie (ossia non solo quelle urgenti): basta presentarla al medico o in una struttura pubblica o convenzionata per ricevere le cure alle stesse condizioni previste per gli assistiti di quel Paese. In alcuni casi bisogna compilare dei moduli amministrativi. Le cure sono gratuite e si deve pagare solo il ticket eventuale dovuto, che non è rimborsabile. Dove l’assistenza è in forma indiretta (ad esempio in Francia e Svizzera) il rimborso si può richiedere in loco oppure al rientro in Italia presentando ricevute e documentazione. Chi non avesse ricevuto la Team o l’avesse smarrita, può richiederne una nuova o – se i tempi fossero stretti – un certificato sostitutivo.

Paesi convenzionati

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Visita al Pronto soccorso: in molti Paesi è una prestazione a pagamento

Australia. Prima di partire, richiedere all’Asl di appartenenza una attestazione di iscrizione al SSN. Assicura in ospedale pubblico o struttura convenzionata tutte le cure urgenti per non più di sei mesi, prorogabili solo in caso di continuazione di malattia. Si paga solo l’eventuale ticket, che non è rimborsabile; se si sono pagate per intero le prestazioni, non è possibile richiederne il rimborso in Italia.

 

 

Assicurazione privata

Bahamas, Bermuda, Canada, Cina, Cuba, Egitto, Figi, Filippine, Giamaica, Giordania, India, Indonesia, Maldive, Malesia, Mali, Marocco, Mauritius, Messico, Myanmar, Nepal, Polinesia francese, Portorico, Russia, Samoa, Seychelles, Sudafrica, Stati Uniti d’America, Thailandia, Tonga, Tunisia, Turchia. Nessuna tutela del SSN, neanche per gli interventi di Pronto Soccorso. È quindi necessario stipulare una assicurazione sanitaria privata per la durata del viaggio.

Alcuni sì, alcuni no

Argentina, Brasile.  La convenzione è valida solo per alcune categorie di persone (lavoratori subordinati nel privato, pensionati privati o autonomi, ecc.) e non per altri, che devono premunirsi di assicurazione privata (liberi professionisti, lavoratori e pensionati pubblici, disoccupati, ecc.). Attenzione: prima della partenza occorre farsi rilasciare dall’Asl una dichiarazione su specifico modello. Ricordatevi che, qualora ne sia prevista la possibilità, il rimborso delle spese sostenute potrà essere richiesto solo se prima era stata richiesta la dichiarazione all’Asl.


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