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Benessere

Afta in bocca e sulla lingua: i rimedi naturali

Uno dei disturbi più comuni e fastidiosi, tanto che spesso pensiamo sia contagiosa. L’afta può avere varie cause e manifestarsi sotto diverse forme e gravità

Tra le patologie di lieve entità e di pericolosità relativa, ve ne sono alcune che, pur non essendo in generale assolutamente preoccupanti, sono particolarmente fastidiose e hanno una comune diffusione. Fra queste, senza dubbio, ci sono le afte del cavo orale, ovvero quelle piccole ma dolorose lacerazioni della mucosa interna della bocca, delle labbra o della lingua che sono legate a una perforazione del tessuto stesso.
Il termine afta ha derivazione greca e significa pressappoco “pustola” ed è comunemente utilizzato nel linguaggio comune, mentre secondo i termini medici è più corretto parlare di “stomatite aftosa” o “ulcera aftosa“. La sua diffusione è notevole, se si calcola che, almeno una volta nella propria vita, oltre il 20% della popolazione mondiale è da essa colpita e che non ci sono sostanziali differenze, salvo che per alcuni tipi particolari di afta, dal punto di vista della sua distribuzione fra maschi e femmine. Rispetto all’età, invece, se è piuttosto rara nell’età dell’infanzia, la sua incidenza cresce a partire dai 5 anni fino a raggiungere il suo culmine fra i 20 e i 50 e andare poi degradando per età superiori.
L’afta non è contagiosa (come invece l’herpes) ma alcune persone possono avere una predisposizione maggiore alla formazione di queste ulcere orali. Vediamo nel dettaglio le cause e i sintomi. 

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Afta e stomatite nei bambini e nei lattanti

Occorre innanzi tutto precisare che l’afta, o meglio la stomatite aftosa, è solo uno dei tipi di stomatite che si possono manifestare. La stomatite è, più in generale, una infezione, acuta o cronica, del cavo orale che può essere sia concentrata in punti precisi – come nel caso dell’afta – sia diffusa per tutta la bocca o gran parte di essa, causando  arrossamenti, gonfiore, perforazioni, ulcere e anche perdite di sangue che possono rendere assai difficoltoso il passaggio di liquidi e solidi dalla bocca e, quindi, il processo di nutrizione. La stomatite si può formare per diversi motivi che però, in genere, sono riconducibili a infezioni batteriche, infezioni fungine, virali o a effetti collaterali di stati patologici diversi come possono essere la celiachia o il diabete, solo per citarne un paio. La stomatite, nella sua forma aftosa, si manifesta assai raramente al di sotto dei cinque anni di età.

Afta: cause e tipologie

Esistono diverse tipologie di afta. La stomatite aftosa “vera e propria” è senza dubbio quella più comune e ha la caratteristica particolare di manifestarsi nella maggior parte dei casi come ciclicamente recidiva. Si parla di afta “minore” quando le “fiacche” sono soltanto una o poche, di lieve entità e dimensione e che causano fastidio ma, in generale, non dolore. L’afta “maggiore” è invece una forma nella quale le singole ulcere arrivano a superare i cinque-sei millimetri di diametro, comportando così un dolore e un fastidio che possono arrivare anche a notevoli livelli. Infine, l’afta “erpetiforme” è una particolare casistica di afta che colpisce in via preferenziale le donne, anche se è una forma piuttosto rara. Si manifesta con la diffusione di una “rosa” di afte spesso anche di decine di unità assai distribuita nel cavo orale , tanto da arrivare anche a “fondersi” tra loro. Si tratta di una variante della patologia assai fastidiosa e che può anche avere un recidività elevata.

L’intero ventaglio delle casistiche che portano all’insorgenza dell’afta è in realtà ancora in parte non conosciuto, dal momento che non si è scientificamente isolata la “causa” – eziologia, in termine medico – che porta alla patologia. Come detto, una prima origine dell’afta può essere “infettiva”, ossia derivante da un contatto mentre assai raramente essa, il cui effetto è magari accresciuto da una igiene orale trascurata. Sulla patologia ha senza dubbio una incidenza anche il regime alimentare e la carenza di determinati elementi nutritivi: la scarsità di zinco e di ferro sono spesso associate alla presenza di afte e la stessa cosa accade con carenze di vitamine, in particolare la E, la B12 e la B9 o acido folico. Un’afta può essere pure di origine “traumatica” come per esempio può accadere in caso di morsicature accidentali o di lacerazioni provocate dallo spazzolino da denti. Ma non è finita qui: stati depressivi, stress o ansia possono favorire le afte, così come situazioni di deficienza immunitaria, come le allergie, o l’essere sottoposti per periodi piuttosto lunghi a trattamenti antibiotici o all’uso di particolari farmaci.

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Afta: rimedi naturali e prevenzione

Proprio per l’estrema varietà delle possibili cause e la non completa conoscenza medica delle condizioni ormonali e fisiche che la scatenano, non si può individuare per l’afta un trattamento e un rimedio pienamente efficace. Dal punto di vista della prevenzione, è certo che la loro insorgenza ha una minore probabilità se l’igiene orale è curata e se si evita il contatto diretto della bocca con corpi “estranei” e potenzialmente sporchi, come per esempio penne o matite. Per i motivi sopra descritti, una alimentazione equilibrata può essere un forte deterrente per le afte, specialmente assicurando un corretto fabbisogno giornaliero delle vitamine e dei minerali che ne impediscono la generazione.
Una volta che l’afta è presente, nella maggior parte dei casi la sua guarigione è del tutto spontanea nel giro di 5-7 giorni, naturalmente in funzione della gravità e dell’estensione delle lesioni. Nel caso sia necessario, è possibile intervenire con alcuni trattamenti che possono avere un duplice obiettivo: lenire il fastidio e il dolore legato alla presenza delle afte oppure limitare o contrastare le cause che ne possono essere all’origine. Fanno parte del primo “tipo” di interventi i medicinali a uso topico, ovvero creme e collutori, capaci di diminuire il dolore e in alcuni casi ridurre le dimensioni e l’estensione delle ulcere. Qualora si riesca a ricondurre la presenza di un’afta a una patologia originaria – immunologica, psicosomatica o fisica – chiede consiglio al medico medico.

Esistono anche alcuni rimedi naturali che tradizionalmente sono associati alla cura lenitiva delle afte: sgombrato il campo dal fatto che possano realmente essere utili in tal senso i cibi piccanti o l’alcool, dei quali va anzi detto che l’effetto è sostanzialmente peggiorativo, posso invece essere utili diverse sostanze naturali come la propoli, il resveratrolo contenuto nella buccia dell’uva oppure l’estratto di mirra e ratania: fate dei risciacqui con mezzo cucchiaino di estratto in mezzo bicchiere d’acqua oppure bagnate l’afta con qualche goccia di estratto.



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