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Profumi e tecnologia: il futuro è adesso

Non si può dire che il mondo contemporaneo non abbia “risvegliato” i nostri sensi. Immagini, suoni, colori viaggiano intorno a noi, grazie alla tecnologia, ad una velocità sconosciuta in qualunque epoca prima di noi, abituandoci ad esperienze sensoriali sempre diverse, spesso sconosciute, a volte affascinanti, altre deludenti. Insomma, l’uso dei sensi da parte dell’uomo moderno è senza alcun dubbio qualcosa di assai diverso da quello che se ne faceva solo pochi decenni fa. Tuttavia, se c’è n’è uno che è rimasto un po’ ai margini di questo incalzante trend è senza dubbio l’olfatto: il senso “dimenticato”, quello che per ragioni storiche, pratiche, sociali è sempre stato più trascurato, quello che l’uomo ha “scordato prima” rispetto ad animali che ne fanno un uso raffinato e profondo. Ma anche quello che penetra più profondamente nel subconscio – lo dicono la ricerca e la scienza – quello capace di persistere più a lungo nella mente, a “radicarsi” e a “predisporre” l’utilizzo di tutti gli altri. Una dimenticanza dovuta, anche e soprattutto, alla difficoltà “tecnologica” di veicolarlo. Ora, l’olfatto – ma sarebbe forse più appropriato dire: il profumo come mezzo di comunicazione – sta vivendo la stagione della sua riscoperta, sempre più al centro dell’attenzione di un mondo sempre più multisensoriale.  E la tecnologia sta aprendo canali prima impensabili.


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Un profumo self-built grazie alla tecnologia

Certo, il “mercato delle fragranze” non è certo una novità: da sempre il profumo come descrizione di sé e della propria personalità ha un ruolo importante nel “linguaggio” degli uomini. Ma senza dubbio l’olfatto costituisce la nuova frontiera della moda-tecnologica. E’ questo uno dei più interessanti spunti che emerge dai lavori del Fragrance Forum svoltasi recentemente a Londra, la kermesse internazionale che riunisce i produttori, i ricercatori ed i creativi del campo delle essenze. E lo sbarcare dell’high-tech nella sfera dell’olfatto si preannuncia come una vera e propria rivoluzione. Per esempio, il trend 2015 sarà sempre più guidato dalla tecnologia: app e funzionalità dei nostri device saranno in grado di scandagliare la nostra personalità alla ricerca della “fragranza giusta” fra le oltre 1200 nuove che ogni anno vengono messe in commercio. Ma se la tecnologia euristica e “olfattiva” sarà in grado di darci una mano nella scelta di fragranze “esistenti”, la frontiera successiva è quella del mondo dell’essenza self-built. Un esempio in tal senso è il progetto Fragrance Lab, lanciato in via sperimentale nel magazzini Selfridges di Oxford Street, a Londra, dove attraverso il supporto di tablet, i clienti possono costruirsi la propria fragranza personalizzata in un vero e proprio laboratorio olfattivo messo in piedi grazie alla collaborazione di Givaudan, la prima casa produttrice al mondo di essenze e fragranze.

Un mondo sempre più profumato

[dup_immagine align=”alignright” id=”152863″]Quello di Londra, sebbene sia  il più eclatante, non è certo l’unico esempio di tecnologia a supporto della “scelta” di un profumo, dato che esperimenti analoghi sono stati registrati in alcuni grandi magazzini di Parigi ed Amsterdam. Ma l’irrompere del profumo nel mondo della tecnologia non è certo limitato alla tecnica di acquisto. Presto, almeno stando alle prime sperimentazioni che si stanno conducendo in Giappone, sarà possibile accompagnare un SMS con la “propria essenza” attraverso un emanatore di fragranze da collegare al cellulare, mentre si sta diffondendo sempre più la pratica dei tatuaggi temporanei profumati. Addirittura futuristica una sperimentazione portata avanti dall’Università delle Arti di Londra, dove si sta mettendo a punto un braccialetto elettronico in grado di monitorare lo stato del corpo di chi lo indossa ed indurre ad uno speciale apparecchio l’emanazione di aromi sui vestiti capaci di volta in volta di calmare in nervi, diminuire il senso di fame o indurre attenzione a seconda delle necessità. Il futuro, insomma, si preannuncia sempre più “profumato”. E le frontiere della tecnologia, come sempre, sempre più stupefacenti.

 

Anna Invernizzi

Classe 1972, cinque figli e una vita intensa. Laureata in Economia, impiegata, scrivo per passione su tutto quello che mi interessa. In particolare creo contenuti a tema cucina e lifestyle.

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Anna Invernizzi
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