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Nuova testimonial L’Oreal: si torna a parlare di Twiggy

Già famosa nel ’66 grazie alla minigonna, alla sua aria sbarazzina e a quel famoso taglio pixie ‘alla Twiggy’. Lesley Hornby torna a far parlare della sua chioma

La carriera di Twiggy è iniziata grazie ai suoi capelli, ed è ancora focalizzata su di loro quasi 50 anni dopo. L’esordio tra sfilare e apparizioni sulle copertine risale al 1966, con capelli corti e occhi da cerbiatto: ora ha firmato un contratto come nuovo ambasciatore del Regno Unito per L’Oréal Professionnel. Sembra proprio che per essere testimonial sia meglio avere qualche primavera sulle spalle.

Dopo Helen Mirren, il gruppo francese specializzato nei prodotti di cosmetici e bellezza elegge Twiggy come sua nuova ambasciatrice. La supermodella della Swinging London sarà il volto ma soprattutto i capelli di una nuova colorazione. Bionda, naturalmente. “Credo molto nella professionalità del brand e sono fierissima di rappresentarlo”, ha dichiarato. “Spero di ispirare le donne a credere maggiormente in se stesse e a non avere paura di provare qualcosa di nuovo”.

“Tutto è cominciato quando, adolescente di un sobborgo della capitale, lavoravo come shampista alla House of Leonard, famoso salone di bellezza della Londra anni ’60. Avevo i capelli lunghi, ma Leonard vedendomi ha detto: ‘Mi piacerebbe fare un nuovo taglio di capelli su di te’”. La giovane ragazzina con i capelli corti divenne la testimonial della catena di parrucchieri e i suoi poster appesi in ogni salone Leonard. Così venne notata da un giornalista e, una settimana dopo, il nome Twiggy come The Face of ’66 era sulla copertina del Daily Express. “Quindi, in un certo senso, devo tutto ai miei capelli ed è il motivo per cui ho accettato questa collaborazione con L’Oréal Professionnel. Daniel Galvin era quello che ha scelto il mio colore 1966 per quei famosi primi scatti, e lui ha pensato di nuovo al mio colore ora per questa collaborazione. E’ come se si fosse chiuso un cerchio”.

All’anagrafe si chiama Lesley Hornby, ma Justin de Villeneuve, che la lanciò, scelse per lei il soprannome di Twiggy (stecchino) in esplicito riferimento alla sua acerba magrezza adolescenziale. Appena un anno dopo quelle foto con i capelli corti, Twiggy raggiunse una celebrità inimmaginabile quando Mary Quant decise di affidare alla sua immagine il lancio della minigonna. Divenuta maggiorenne ampliò i suoi orizzonti, apparendo come attrice e cantante, soprattutto nel film Il boy friend (1971), diretto da Ken Russell. Da allora ha recitato in diversi ruoli sia sul palco che davanti alla cinepresa. Compare nella copertina dell’album Pin Ups (1973) di David Bowie, assieme allo stesso cantante. Nel film The Blues Brothers (1980) interpreta una ragazza, alla quale Elwood dà per scherzo un appuntamento in un’area di servizio.



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