Giornata dell’Alzheimer 2017, nel reportage Quelli che Restano l’amore di chi non si arrende alla malattia

In occasione della giornata mondiale dedicata all'Alzheimer, il documentario de Gli Occhi della Guerra racconta il dramma dei malati e delle loro famiglie con uno sguardo sulla loro vita di tutti i giorni.

Quelli che Restano, documentario sull'Alzheimer
Quelli che Restano, il documentario della testata Gli Occhi della Guerra dedicato all'Alzheimer.

Anche quest’anno il 21 settembre si celebra la giornata dell’Alzheimer, istituita nel 1994 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dall’Alzheimer’s Disease International (ADI) per promuovere la conoscenza di questa diffusa patologia e coinvolgere l’opinione pubblica, le istituzioni sanitarie e il mondo della scienza tutto in un percorso di consapevolezza e progresso.

Malati coi loro familiari, medici, ricercatori, studiosi e associazioni dedicate all’Alzheimer si riuniscono ogni anno per una serie di iniziative di sensibilizzazione su questa patologia, che ad oggi risulta la più frequente forma di demenza, basti pensare che solo in Italia ne soffrono circa 800mila persone, mentre nel mondo si contano oltre 35 milioni di malati.

L’Alzheimer

Se ne conosce ormai piuttosto bene il processo neuropatologico, ma l’eziologia resta ancora incerta e molto c’è da fare per lo studio dell’Alzheimer se si considera che oggi rappresenta il 60% di tutte le forme di demenza conosciute, presente in forma isolata ma spesso anche in concomitanza con altre patologie, ad esempio quelle vascolari.

L’insorgenza dell’Alzheimer è dovuta all’alterazione della trascrizione della proteina beta amiloide, che determina la formazione di placche che depositandosi innescano i processi di distacco delle connessioni sinaptiche fino a giungere alla morte neuronale. I sintomi si manifestano con la perdita di memoria, ma più precisamente con l’incapacità di acquisire nuovi dati, soprattutto quelli relativi alla propria vita recente, talvolta mantenendo il ricordo di fatti autobiografici, almeno in uno stadio precoce della malattia. Con l’avanzare della stessa, vengono compromesse anche diverse funzioni cognitive, come quella della memoria semantica, del linguaggio o della prossemica. Insomma, un’alterazione delle funzioni cerebrali che impatta sulle più semplici attività della vita quotidiana, oltre che inevitabilmente sulla personalità di chi ne è affetto.

Secondo diversi studi una corretta prevenzione, come per molte altre patologie, può essere decisiva ad esempio nel ritardare o escludere l’insorgenza della malattia, attraverso un’alimentazione ricca di antiossidanti, un’attività fisico-motoria adeguata, l’allenamento delle attività cerebrali attraverso la cultura, la curiosità, lo stimolo del ragionamento, l’interesse per l’apprendimento.

Per l’Alzheimer non c’è ancora una cura, ma esistono delle terapie farmacologiche che agiscono sul miglioramento delle funzioni mnesiche. In questi anni la ricerca si è mossa sul piano dell’individuazione di nuovi farmaci dall’efficacia inibitoria dei fattori di trascrizione della beta amiloide, con diverse sperimentazioni in corso, così come sulla possibilità di diagnosi precoce, che intervenga anche individuando i rischi di Alzheimer anche in pazienti ancora non affetti dalla malattia.

Molto ancora resta da fare anche sul piano dei servizi assistenziali per il malato e la sua famiglia, per permettere al paziente e a chi se ne occupa di affrontare con serenità e non in solitudine il percorso della malattia.

Quelli che restano, il toccante reportage de Gli Occhi della Guerra sull’Alzheimer

In occasione della 23esima giornata dell’Alzheimer, la testata indipendente Gli Occhi della Guerra ha realizzato un documentato e toccante reportage sull’argomento, che racconta il dramma della malattia con gli occhi di chi ci convive ogni giorno. Il titolo, Quelli che Restano, è un omaggio all’amore di coloro che accudiscono i familiari affetti da Alzheimer guardando sfiorire i loro ricordi, le loro capacità, le loro attitudini, con paura, disperazione, smarrimento e una malinconia inesorabile. Uno sguardo sulla vita stravolta, eppure ancora ricca di umanità ed emozione, di chi ha dovuto fare dell’Alzheimer un compagno di vita senza però arrendersi alla malattia.

Ecco il reportage diretto da Marco Toscani, vincitore del Reporter Day 2017.


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