Ecopelle: cos’è e quanto dura

Che differenza c'è tra ecopelle e pelle sintetica? Sono la stessa cosa o no? Un argomento ancora poco noto che spesso genera confusione. Abbiamo cercato tutte le risposte grazie all'aiuto di una ricercatrice universitaria che ci ha chiarito tutti i dubbi

Quando parliamo di ecopelle, siamo tutti portati a pensare ad un materiale molto simile alla vera pelle, ma realizzato in maniera sintetica, senza quindi l’utilizzo di pelli animali. In realtà non è così, ed è stata la stessa industria conciaria a voler mettere i puntini sulle i.

Infatti, come indica la norma UNI 11427:2011 sul “Cuoio – Criteri per la definizione delle caratteristiche di prestazione di cuoi a ridotto impatto ambientale”, la parola “pelle ecologica” e le sue varie accezioni (eco-pelle, eco-cuoio, pelle a ridotto impatto ambientale, eco-leather e similari) è sempre vera pelle ma conciata con metodi rispettosi dell’ambiente, fissate da precise norme tecniche.

Ma in materia c’è ancora tanta confusione perché è una normativa molto recente e ci vuole tempo perché divenga di pubblico dominio.

Per capire meglio queste differenze e per non rischiare errori di valutazione, abbiamo voluto interpellare un’esperta in campo chimico e così ci siamo rivolti alla dottoressa Cristina Della Pina, ricercatrice universitaria di chimica generale e inorganica dell’Universita degli Studi di Milano.

Dottoressa, cosa stabilisce di fatto la norma UNI 11427:2011?

Questa norma stabilisce che l’ecopelle è una pelle vera e propria, quindi di origine animale, ma che per essere prodotta deve seguire un protocollo che rispetta l’ambiente, da qui la desinenza eco. È necessario quindi che vengano garantiti dei requisiti sul prodotto finito; come la sicurezza del consumatore e  le prestazioni tipiche della pelle.

Grazie a questa normativa, per avere la dicitura ecopelle, c’è l’obbligo di seguire determinati procedimenti nella lavorazione, che stabiliscono la quantità dei reagenti chimici da utilizzare durante la lavorazione

Ogni passaggio della lavorazione della pelle deve sottostare al rispetto queste norme.

Ma allora quella che erroneamente viene definita ecopelle come viene realizzata?

Si tratta di pelle sintetica che ha tutta un’altra origine, perchè non deriva da prodotti animali.

Può essere di due tipi diversi: si può trattare di un tessuto (anche naturale, come lino e cotone) su cui è stato spalmato un materiale polimerico, plastico, oppure può essere completamente di sintesi, ovvero fatta di sola plastica.

Quanto dura la pelle sintetica?

Se la per la pelle si può dire che sia eterna, per quella sintetica dipende da come è stata fatta.

Quella realizzata col tessuto ha una durata minore, perché nel tempo lo strato plastico, anche fatto nel migliore dei modi, con l’uso e con il lavaggio tende a staccarsi dal tessuto originario, a creare delle pieghe o delle piccole lesioni.

Non può quindi avere la stessa resistenza della pelle, può durare da pochi anni fino ad un massimo di sei o sette.

A suo vantaggio si può certamente dire che la pelle sintetica ha una manutenzione più semplice, richiede meno cure perché può essere lavata con acqua e sapone di Marsiglia diluito, mentre la pelle richiede l’uso di prodotti più specifici.

Diverso il discorso per la pelle completamente sintetica, ma di nuovissima generazione: può infatti avere la stessa durabilità della pelle vera.

Infatti gli studi dimostrano che le strutture microscopiche di queste pelli sintetiche sono quasi indistinguibili da quelle delle pelli naturali, e questo poi garantisce una resistenza similare.

A sfruttare questo nuovo tipo di pelle è soprattutto il mercato dell’abbigliamento delle moto perché le pelli sintetiche di nuovissima generazione hanno il grande vantaggio di essere più leggere, rispetto alla pelle normale, mentre mantengono le stesse caratteristiche di traspirabilità e resistenza.

La pelle sintetica può essere tossica?

La tossicità si ha solo sui materiali di origine clorurata (come il PVC) che nel tempo potevano rilasciare sulla pelle del consumatore dei residui dannosi.

Fortunatamente oggi esistono precise normative volte ad eliminare dal mercato europeo tutti questi prodotti,

Come si fa ed essere sicuri di quello che si sta comprando?

Bisogna fare attenzione alla zona di provenienza, all’origine del prodotto.Ci sono dei marchi che hanno delle sigle in cui si specifica che sono state seguite delle norme precise stabilite dalla comunità europea, per cui si dichiara che non sono stati usati prodotti clorurati, dannosi per l’uomo.

I prodotti non conformi, generalmente provengono dai paesi dell’est.

È  vero che ormai molti oggetti vengono fabbricati all’estero, ma il fatto che il prodotto finale sia italiano, è una garanzia in più rispetto ad un prodotto extraeuropeo.

La pelle sintetica, si sa, è più economica rispetto alla pelle vera, e la ecopelle invece?

Se da una parte è innegabile che la pelle sintetica ha costi decisamente più contenuti, dall’altro bisogna pensare che la vera ecopelle può consentire alle aziende virtuose, che seguono determinati protocolli, di ottenere delle detrazioni fiscali  e questo si ripercuote sul prezzo finale che non è assolutamente elevato.

E anche la sensibilità, sempre maggiore, nelle persone ad acquistare prodotti ecologici, fa sì che ci sia un ritorno immediato.

 

Immagini: Flickr


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